Il robot che risolve i problemi senza essere addestrato (e altre notizie generative) | Weekly AI

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Il robot che risolve i problemi senza essere addestrato (e altre notizie generative) | Weekly AI

È interessante come, da quando Anthropic ha avuto il suo boom mediatico, sembri connessa a ogni suo competitor. Mentre l’azienda di Amodei stringe un patto decennale con Amazon per 100 miliardi in tecnologie AWS, Google annuncia di aver raggiunto l’automazione del 75% del suo codice, ma incredibilmente usando essenzialmente l’AI di Anthropic (che secondo gli stessi tecnici di Google funziona meglio). Intanto, mentre continua a infuriare il dibattito attorno a Mythos, Microsoft integrerà il modello nel suo programma di sviluppo della sicurezza.

Anthropic, mentre ha il tempo di sostenere progetti secondari come quello di Andon Market, negozio di San Francisco interamente gestito da AI dell’azienda Andon Labs, incappa anche in qualche problema: la stessa Mythos viene raggiunta da un gruppo segreto non autorizzato, probabilmente attraverso un’azione hacker verso una delle aziende coinvolte nelle preview.

Questo non impedisce ad Amodei di tentare di rinsaldare i rapporti con la Casa Bianca proprio in nome di un impegno congiunto nella cybersecurity. Largo anche al rilascio di novità commerciali con Claude Opus 4.7: i pilastri dell’aggiornamento questa volta sono autonomia e capacità visive. Proprio per questa centralità Anthropic sembra essere l’ossessione principale dei competitor sul fronte commerciale. Musk punta al dominio del coding e SpaceX mette le mani sull’osservato principale Cursor, con l’obbiettivo di spezzare l’ascesa monopolistica di Claude Code nel settore.

Anche OpenAI insegue Code e aggiorna Codex con più memoria e integrazione con Atlas. Allo stesso tempo cerca di restare al passo con Mythos testando in incontri segreti un nuovo strumento cyber con gli Stati membri dell’alleanza Five Eyes. Altman ha anche qualche coniglio nel cilindro. Il nuovo generatore di immagini ChatGPT Images 2.0 che consulta anche il web, per esempio (elemento inedito per un generatore di immagini). Poi un accordo commerciale importante per una tecnologia sostenuta da Altman di nome World, la verifica biometrica attraverso l’iride. Già abbondantemente diffusa in giro per il mondo, sbarca anche su Tinder e Zoom. E soprattutto OpenAI rilascia GPT 5.5, l’ennesimo modello “più potente, più veloce, più economico (e altra risposta ad Anthropic e al suo Claude Opus 4.7). Che possiede però almeno un elemento di originalità, l’estrema efficacia nell’applicazione farmaceutica.

Tutt’attorno si muovono azioni commerciali che prefigurano scenari parzialmente nuovi.

La stessa Google che affida l’automazione del suo coding ad Anthropic, sfida Nvidia lanciando due nuovi chip AI e progettandone di nuovi in collaborazione con Marvell. Ma soprattutto, l’azienda stringe uno storico accordo multimiliardario con la startup di Mira Murati Thinking Machines Lab. Specularmente, è di grande rilevanza il raggiungimento della valutazione di 38 miliardi di dollari di Project Prometheus di Jeff Bezos. Intanto si apre una finestra nuova sul futuro di Apple con il nuovo CEO veterano dell’hardware John Ternus che sostituirà Tim Cook.

Meta, fresca del lancio del nuovo Muse Spark, si concentra invece sulla relazione con i suoi dipendenti, ma con un sottofondo distopico. Prima la rivelazione che l’azienda monitorerà il lavoro delle persone sui device aziendali per creare nuovi dataset di addestramento per l’AI, poi l’annuncio di un nuovo super piano di licenziamento di 8000 persone. Una direzione che persegue anche Microsoft, che però intanto investe 18 miliardi di dollari in Australia, continente in buono slancio generale testimoniato anche dall’ascesa di Syenta, startup che promette di velocizzare la produzione globale di chip.

Anche vicende apparentemente “leggere” come quella dell’azienda di sneaker in crisi Allbirds che si tramuta in società AI sono significative. La storia colpisce per il suo aspetto surreale ma dice molto dello stato della bolla americana. L’AI d’altronde cresce senza precedenti: nei primi tre mesi del 2026 sono stati raccolti più investimenti che in tutto il 2025. È stata un po’ meno sotto i riflettori, ultimamente, l’implementazione dell’AI nel mondo fisico. Ma qualcosa si aggiorna con la vittoria del robot Honor della mezza maratona di Pechino, episodio dietro cui si intravede una precisa dimostrazione di potenza industriale della Cina. Dagli USA risponde Physical Intelligence con un nuovo modello per robot chiamato π0.7, che impara senza essere addestrato. Il braccio meccanico ha svolto compiti complessi senza training dedicato, solo applicando soluzioni provenienti da altri contesti: un risultato incredibile.

Infine giungono, curiosamente, numerosi segnali di vita dall’Italia. È vero, secondo i dati il Paese è in ritardo nell’adozione della tecnologia, pesano la mancanza di formazione e la fuga di cervelli. Tuttavia i progetti che emergono sono degni di nota. La romana Engineering lancia un’architettura per un’AI sovrana e governabile, Confartigianato si unisce a OpenAI per lanciare un programma di adozione dell’AI nelle PMI italiane e all’Università di Siena viene presentato un device a forma di anello per comandare l’AI solo attraverso i movimenti. Ma è una nuova fusione tra aziende ad attirare più interesse. Domyn (l’ex iGenius) si fonde con la bergamasca Orobix e insieme creano il nuovo gruppo Domyn-Orobix, oltre 2 miliardi di dollari di valutazione per 200 dipendenti in sette paesi. La più grande promessa per l’AI del nostro Paese da molto tempo a questa parte.


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