Continua la sfida sulla sicurezza informatica fra OpenAI e Anthropic. Negli ultimi giorni, la società guidata da Sam Altman ha tenuto appuntamenti riservati con agenzie federali statunitensi e i membri dell’alleanza Five Eyes (USA, Regno Unito, Canada, Australia e Nuova Zelanda), con l’obiettivo di fornire agli stati strumenti avanzati per l’individuazione delle minacce e l’analisi dei software malevoli basati sul suo nuovo strumento GPT-5.4-Cyber.
La strategia prevede un doppio binario: una versione pubblica con limiti rigidi e una versione più permissiva per esperti verificati. Attraverso il programma Trusted Access for Cyber, OpenAI punta a democratizzare la difesa digitale. “L’AI accelera chi deve proteggere i sistemi, permettendo di riparare infrastrutture critiche più velocemente”, ha dichiarato l’azienda. Questa mossa risponde al lancio di Mythos da parte della rivale Anthropic, che con il Project Glasswing ha già coinvolto colossi come Microsoft e Nvidia nella caccia alle vulnerabilità.
Il settore è ormai un campo di battaglia strategico. Mentre gli esperti avvertono dei rischi di un uso duale della tecnologia, Sasha Baker, responsabile delle politiche di sicurezza nazionale di OpenAI, ha sottolineato l’importanza di collaborare con i dipartimenti governativi per condividere informazioni sulle minacce in tempo reale.

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