Nei primi tre mesi del 2026, il settore privato dell’intelligenza artificiale ha raccolto 226 miliardi di dollari in 1.965 operazioni, superando l’intero ammontare del 2025 (pari a 217 miliardi). A trainare la crescita è stato il round da 122 miliardi di OpenAI, che da solo ha rappresentato il 54% del totale e portato la valutazione dell’azienda a 852 miliardi di dollari. Secondo il report della società di analisi e intelligence CB Insights, anche senza questa operazione, i finanziamenti sarebbero comunque cresciuti del 45% rispetto all’ultimo trimestre del 2025, segnando un’accelerazione senza precedenti indipendentemente dall’andamento del colosso OpenAI.
Infatti, anche Anthropic (30 miliardi a febbraio) e xAI (20 miliardi a gennaio) hanno chiuso operazioni multimiliardarie, confermando la centralità dei modelli linguistici avanzati. In questo contesto, gli Stati Uniti dominano con 206 miliardi raccolti, contro i 10,5 dell’Europa e gli 8 dell’Asia, ma il numero di operazioni è più equilibrato: USA (50%), Asia (22%), Europa (22%).
Il 2026 sta anche segnando l’ascesa della Physical AI, con l’11% delle operazioni concentrate su robotica, difesa e sistemi autonomi. Secondo l’AI Index Report di Stanford, però, attualmente i robot riescono a completare solo il 12% dei compiti domestici, a dimostrazione che si tratta di una tecnologia ancora lontana dalla maturità.
Intanto, fusioni e acquisizioni sono anch’esse cresciute del 90% su base annua, con 266 operazioni nel trimestre, trainate dai big tech che accelerano per rafforzare le proprie capacità. “L’intelligenza artificiale è già entrata nell’economia reale con una velocità superiore a quella con cui scuole e regolatori stanno imparando a governarla”, ha avvertito lo Stanford AI Index 2026.

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Sono le conclusioni del Stanford AI Index Report 2026, che…














