NVIDIA è in trattativa per acquisire o ampliare la propria partecipazione in Reflection AI, startup americana che sviluppa modelli open-weight. Lo riporta il Financial Times, citando persone con conoscenza diretta della questione. La valutazione di riferimento è quella di marzo 2026: 25 miliardi di dollari, raggiunti in pochi mesi di attività.
I colloqui sono ancora nelle fasi iniziali e la struttura definitiva dell’operazione non è stata stabilita. Sul tavolo ci sono opzioni diverse: un’acquisizione completa, un aumento della quota azionaria già detenuta, oppure un cosiddetto acqui-hire, formula che prevede l’assunzione del personale chiave e la licenza della tecnologia senza incorporare formalmente la società. Quest’ultima strada consentirebbe a NVIDIA di chiudere l’operazione aggirando un lungo processo di revisione antitrust, lo stesso approccio già usato a dicembre 2025 quando il chipmaker assorbì la società di design di semiconduttori Groq per circa 20 miliardi. Fonti vicine alle trattative indicano che un accordo potrebbe essere raggiunto nelle prossime settimane.
NVIDIA non è un investitore nuovo in Reflection AI. Ha guidato il round da 2 miliardi di dollari dell’ottobre 2025, quando la startup era valutata 8 miliardi, e ha versato complessivamente 800 milioni di dollari, posizionandosi tra i principali azionisti. Nel giro di sei mesi la valutazione è più che triplicata. Reflection AI è sostenuta anche da Sequoia Capital, Lightspeed Venture Partners e DST Global. L’infrastruttura di calcolo si appoggia in parte ai sistemi GB300 di NVIDIA stessi, affittati attraverso un accordo con SpaceX del valore fino a 6,3 miliardi di dollari per la capacità del data center Colossus 2 a Memphis, attivo fino al 2029.
La startup è stata fondata nel 2024 da Misha Laskin e Ioannis Antonoglou, entrambi ex Google DeepMind. Il suo primo modello open-weight pubblicamente disponibile si chiama Beam: 501 miliardi di parametri, addestrato su GPU NVIDIA GB300, pensato per applicazioni di coding e agenti software. L’obiettivo dichiarato è competere con i modelli cinesi a basso costo come DeepSeek, Kimi e i sistemi di Alibaba. Il governo americano considera i modelli di Reflection una risorsa strategica in questa competizione tecnologica, e la società collabora con il Dipartimento della Difesa e il Dipartimento dell’Energia.
Per NVIDIA, un’eventuale acquisizione si inserirebbe in una sequenza di mosse che stanno estendendo il perimetro dell’azienda ben oltre l’hardware. A settembre 2026 aveva già acquisito Hugging Face per 13 miliardi. Portare dentro Reflection significherebbe controllare sia le GPU su cui girano i modelli sia i modelli stessi, almeno in uno dei segmenti più attivi del momento: il coding assistito e i sistemi agentici. Se l’acqui-hire dovesse prevalere sull’acquisizione piena, NVIDIA otterrebbe tecnologia e talenti senza esporsi al rischio regolatorio. Una distinzione di forma, non di sostanza: l’effetto sul mercato sarebbe identico.













