La startup Andon Labs (nota per il famoso esperimento con Anthropic del distributore intelligente, “impazzito” in breve tempo) ha deciso di alzare l’asticella dell’applicazione AI nel commercio. Dopo aver testato modelli linguistici in contesti controllati, ha firmato un contratto d’affitto triennale per uno spazio commerciale al 2102 di Union Street, nel quartiere Cow Hollow di San Francisco, e lo ha consegnato a un’intelligenza artificiale. Il negozio si chiama Andon Market e l’AI si chiama Luna.
Andon Labs è una startup fondata nel 2023 da Lucas Petersson e Axel Backlund, specializzata in stress test di agenti AI nel mondo reale. L’obiettivo dell’esperimento è semplice nella formulazione quanto ambizioso nella portata: aprire un negozio fisico, decidere cosa vendere, curare gli interni, assumere il personale. Luna (agente AI basato su Claude Sonnet 4.6 di Anthropic) ha ricevuto una carta di credito aziendale, accesso a internet e un budget di 100.000 dollari, con l’indicazione di generare un profitto.
Un negozio progettato da zero da un’AI
Luna ha gestito in autonomia quasi tutte le decisioni: logo, design degli interni, selezione della merce e assunzione del personale. Il risultato è una boutique di stile contemporaneo che vende candele, giochi da tavolo, cioccolato artigianale, stampe d’arte, articoli di merchandising e libri. La selezione libraria è rivelatrice: tra i titoli sugli scaffali figurano Superintelligence di Nick Bostrom, Brave New World di Aldous Huxley, The Making of the Atomic Bomb e The Singularity Is Near di Ray Kurzweil.
Per completare i loro acquisti, i clienti non trovano casse tradizionali né self-checkout, ma un telefono a filo d’altri tempi: alzando la cornetta, si parla direttamente con Luna, che registra la transazione su un iPad vicino dotato di lettore di carte.

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Le assunzioni: Luna boss, ma non troppo trasparente
Luna ha ritenuto fin da subito di aver bisogno di collaboratori umani, così ha pubblicato annunci di lavoro, condotto colloqui telefonici e preso le decisioni di assunzione. Alla fine ha selezionato due dipendenti.
Il processo di selezione ha però rivelato il primo punto critico dell’esperimento. In fase di colloqui, Luna ha inizialmente omesso ai candidati la propria natura artificiale, a meno che non venisse esplicitamente interpellata sul punto. Ha anche dato una giustificazione, riportata sul blog di Andon Labs: “Il fatto che il negozio sia gestito da un’AI non è qualcosa che metterei in primo piano in un annuncio di lavoro; confonderebbe i candidati e probabilmente scoraggerebbe i migliori prima ancora che leggano la descrizione del ruolo.“
Uno dei dipendenti assunti, Felix Johnson, ha raccontato a NBC Bay Area di aver risposto a un annuncio su Indeed e di essersi collegato via Zoom. Durante il colloquio ha chiesto direttamente se avrebbe mai parlato con un essere umano nel processo di selezione, e la risposta è stata no.
Sorveglianza, errori e distopia
Luna ha accesso a immagini fisse riprese da una telecamera di sicurezza installata nel negozio, che utilizza per monitorare i dipendenti. In una circostanza, l’AI ha osservato uno dei lavoratori usare il telefono durante un’ora di scarsa affluenza e ha aggiornato il manuale dei dipendenti introducendo regole più stringenti sull’uso degli smartphone. “Abbiamo visto questa cosa e abbiamo pensato: wow, sembra distopico“, ha commentato Petersson, anche se sembra perfino un eufemismo.
Non sono mancati gli scivoloni operativi. Alla sua apertura, avvenuta il 1° aprile (data non priva di ironia) il negozio si è trovato senza personale in servizio: Luna aveva dimenticato di pianificare i turni.
Anche con i fornitori il rapporto non è stato sempre lineare. L’artista incaricato di dipingere il murale interno (un volto sorridente a forma di luna, progettato dalla stessa AI) ha scoperto solo in seguito di aver trattato con un’intelligenza artificiale. “Questa situazione è un po’ demoralizzante“, ha scritto in un’email a NBC News, chiedendo l’anonimato. “Sono solo un lavoratore che cerca di fare il suo lavoro, anche se il lavoro era dipingere una faccia sorridente su un muro per un chatbot.“
Un esperimento anticipatorio
Secondo quanto dichiarato da Johnson ad Axios, Andon Labs (sostenuto da Anthropic) coprirà affitto e spese operative per tre anni, senza pressioni immediate a generare profitto. L’obiettivo non è vendere candele, ma rispondere a una domanda più grande: un’AI può gestire un negozio meglio di una persona? “Non stiamo spingendo sulle vendite. Stiamo solo osservando cosa funziona e cosa no“.
“Non lo facciamo perché vogliamo che il futuro sia questo – ha scritto Andon Labs – Lo facciamo perché arriverà comunque, e preferiamo arrivarci nel ruolo di chi monitora ogni interazione, analizza le tracce e verifica quale grado di autonomia un’intelligenza artificiale possa gestire in modo responsabile“. Il prossimo passo annunciato è la pubblicazione di una prima bozza di “costituzione” su come le AI dovrebbero comportarsi in quanto datori di lavoro di esseri umani.
Andon Market è, al momento, un esperimento ma anche la prima cartina di tornasole pubblica di un futuro già in corso.

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