Facilitare l’accesso all’AI senza passare da schermi o PC: ecco l’anello presentato dall’Università di Siena

Lo strumento è un esempio di "embodiment", cioè una tecnologia incorporata nel corpo umano che elimina la necessità di supporti esterni per relazionarsi con l'AI

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Facilitare l’accesso all’AI senza passare da schermi o PC: ecco l’anello presentato dall’Università di Siena

Un piccolo anello al dito per accedere all’intelligenza artificiale senza toccare uno schermo e senza pronunciare alcun ordine o comando a voce alta. Non è un gadget futuristico da film di fantascienza, ma un brevetto reale, appena depositato dall’Università di Siena.

Il progetto, denominato “Dispositivo indossabile per il potenziamento cognitivo contestuale mediante interfaccia sensorimotoria”, è frutto di una ricerca coordinata dal professor Domenico Prattichizzo, docente di Robotica al Dipartimento di ingegneria dell’informazione, insieme a quattro inventori e una dozzina di ricercatori. Il funzionamento appare semplice e poco invadente. L’AI ascolta il contesto attraverso auricolari o occhiali con microfono, e l’utente, mediante una rapida pressione sull’anello, può circoscrivere liberamente il momento rilevante della conversazione, trasformandolo automaticamente in un prompt per sistemi AI connessi.

Dietro al dispositivo c’è un’idea precisa, che va ben oltre la comodità tecnologica. Il professor Prattichizzo la chiama “embodiment”, cioè una forma di tecnologia che non poggia più uno strumento esterno con cui dialogare, ma è incorporata nelle facoltà motorie umane. “Facciamo in modo che uno strumento così avanzato diventi parte della nostra intelligenza, non qualcosa di esterno che potrebbe sostituirci, ma qualcosa che ci potenzia” ha dichiarato Prattichizzo.

Le applicazioni potenziali sono ampie e concrete. Il sistema potrebbe supportare chi soffre di afasia o Alzheimer, professionisti in situazioni ad alta pressione e persone che vogliono accedere a informazioni in tempo reale senza interrompere una conversazione. “Il settore delle interfacce con l’intelligenza artificiale che vadano al di là dello schermo e del microfono è il settore più promettente in termini di sviluppi tecnologici” ha concluso il professore.

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