Un’inchiesta di Reuters ha rivelato una falla nei controlli sulle esportazioni tecnologiche statunitensi e almeno quattro università cinesi, alcune con legami diretti con l’Esercito Popolare di Liberazione, sono riuscite ad acquistare server avanzati prodotti dall’azienda Super Micro Computer. Nonostante i divieti imposti da Washington nel 2022, queste istituzioni, tra cui la Beihang University, hanno ottenuto sistemi equipaggiati con chip Nvidia di fascia alta, come gli A100, essenziali per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in ambito militare.
Il caso è esploso in seguito all’incriminazione, da parte del Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, di tre figure legate a Super Micro, tra cui un co-fondatore. Gli accusati avrebbero orchestrato un sistema di contrabbando da 2,5 miliardi di dollari, utilizzando server fittizi e triangolazioni attraverso Taiwan e il Sud-est asiatico per eludere i controlli. Erich Grunewald, ricercatore dell’Institute for AI Policy and Strategy, ha definito l’operazione come “probabilmente la più grande violazione dei controlli sulle esportazioni mai registrata in termini di valore economico”.
La vicenda ha scatenato una bufera politica. I senatori Jim Banks ed Elizabeth Warren hanno chiesto al segretario al commercio, Howard Lutnick, di sospendere immediatamente le licenze di esportazione per i chip Nvidia verso la Cina e i paesi intermediari. Sebbene Super Micro affermi di essere parte lesa e di aver collaborato con le autorità, l’episodio solleva dubbi sull’efficacia del monitoraggio delle catene di approvvigionamento globali, dimostrando come la tecnologia critica continui a filtrare oltre i confini nonostante le restrizioni.
Parallelamente, sempre nel contesto delle tensioni geopolitiche fra Stati Uniti e Cina, la più grande federazione cinese di professionisti della scienza e della tecnologia, la China Association for Science and Technology, ha annunciato il boicottaggio della più importante e prestigiosa conferenza sull’AI al mondo, la Conference on Neural Information Processing Systems, con sede in California. Il motivo? All’inizio della settimana la fondazione responsabile dell’organizzazione di NeurIPS ha annunciato il bando dei contributi provenienti da entità soggette a sanzioni da parte degli Stati Uniti, fra cui diverse aziende tecnologiche cinesi. Una presa di posizione inaccettabile per la CAST.
Per leggere altri pezzi su Cina, Stati Uniti e chip di intelligenza artificiale:
- L’esercito cinese dipende ancora molto da Nvidia
- Trump dice no alla distensione sui chip con la Cina: “Il chip più avanzato di Nvidia disponibile solo negli Usa”
- Jensen Huang: “La Cina batterà gli USA nella corsa all’AI”
- Le big tech cinesi addestrano i modelli AI all’estero per aggirare le restrizioni statunitensi
- USA, un disegno di legge per impedire di allentare le restrizioni sulla vendita di chip a Stati ostili
- Gli USA hanno avviato una revisione per consentire la vendita di chip AI avanzati di Nvidia alla Cina
- Controlli da terze parti e un tetto alla quantità: le condizioni degli USA per la vendita di chip H200 Nvidia in Cina
- USA, approvata una proposta di legge per ampliare i poteri del Congresso sull’export di chip AI
- Nvidia nel mirino dei repubblicani Usa: ha contribuito indirettamente a potenziare l’esercito cinese
- Gli USA vogliono controllare gli scambi mondiali di chip AI con nuove regole sulle esportazioni

L'esercito cinese dipende ancora molto da Nvidia
Nonostante gli sforzi del governo cinese per l'indipendenza da Nvidia,…














