Quasi 900 residenti del Grimes County, in Texas, hanno firmato una petizione chiedendo tutele più stringenti prima che vengano approvati sgravi fiscali o incentivi per il progetto Terafab di SpaceX. Il documento è stato consegnato mercoledì al Commissioners Court della contea, ed è una risposta diretta al voto di giugno con cui i commissari avevano approvato, 4 a 1, un’esenzione fiscale del 100% per la fabbrica di semiconduttori di Elon Musk. L’investimento stimato arriva fino a 119 miliardi di dollari, tra i più alti nella storia manifatturiera americana.
La petizione non è generica. Chiede 12 protezioni specifiche: consulenza legale indipendente pagata dalla contea, salvaguardie ambientali e idriche, obblighi di riparazione delle strade, finanziamenti per i servizi di emergenza e clausole di recupero nel caso in cui lo sviluppatore non rispetti gli impegni presi. Le 894 firme, ha spiegato Bobbie Jo Swafford della rete Grimes County Citizens for Responsible Development, rappresentano i residenti che non potevano essere fisicamente presenti in aula. Un dettaglio che dice molto sul livello di attenzione che questa storia ha generato a livello locale.
Il progetto Terafab prevede una fabbrica di semiconduttori verticalmente integrata, capace di gestire tutte le fasi di produzione dei chip: progettazione, litografia, fabbricazione, memoria, packaging avanzato e collaudo, tutto sotto lo stesso tetto. I chip prodotti serviranno ai veicoli Tesla, ai robot Optimus e, in prospettiva, ai data center AI da dispiegare in orbita terrestre. Il sito scelto si trova vicino al Gibbons Creek Reservoir, nel cuore del Grimes County, una contea rurale con meno di 35.000 abitanti, normalmente attraversata senza essere visitata. Secondo un rapporto del Private Enterprise Research Center della Texas A&M University, Terafab potrebbe far crescere la base fiscale della contea del 500%, portando migliaia di posti di lavoro ad alto salario che rappresenterebbero oltre il 10% dell’intera forza lavoro locale.
I numeri sono grandi. Ma non bastano a tacitare i dubbi di chi vive sul territorio e teme di restare senza voce in capitolo davanti a una trasformazione di questa portata. L’impianto richiederà migliaia di acri, consumi idrici considerevoli e un traffico di mezzi pesanti su strade che non sono state progettate per reggere quel carico. Musk ha dichiarato che la produzione attuale mondiale di chip copre appena il 3% del fabbisogno futuro delle sue aziende — una cifra che spiega l’urgenza del progetto, ma che dà anche la misura di quanto sia grande l’ambizione industriale in gioco. Il costo iniziale di Terafab è stimato tra 20 e 25 miliardi di dollari, separati dai piani di spesa esistenti di Tesla. Morgan Stanley valuta che l’investimento totale possa arrivare tra 35 e 45 miliardi, con la prima produzione non prima della metà del 2028.
Il caso del Grimes County è lo specchio di una tensione che attraversa molte comunità americane investite dalla corsa all’AI. Le promesse di crescita economica arrivano insieme a infrastrutture pesanti, pressioni sulle risorse e decisioni prese in tempi rapidi. La petizione non è un no a Terafab. È una richiesta di sedersi al tavolo prima che le scelte siano già state fatte. Se i commissari della contea accoglieranno queste istanze o le lasceranno cadere, dirà molto su come l’America rurale intende gestire la prossima ondata di grandi investimenti tecnologici — e su chi, alla fine, ne pagherà davvero i costi.