Anthropic ha confermato oggi la nascita di un team interno dedicato alla progettazione di chip personalizzati per i suoi modelli Claude. La notizia arriva dopo mesi di indiscrezioni: Reuters aveva già anticipato i piani ad aprile, e The Information aveva poi riportato che l’azienda stava valutando Samsung come possibile partner manifatturiero.
Il team sarà composto da ingegneri con esperienza sull’intero stack hardware e software, con il compito di co-progettare chip e modelli in modo che Claude possa girare più velocemente e con maggiore efficienza alla scala richiesta dai clienti. Nelle offerte di lavoro pubblicate su Greenhouse, Anthropic parla esplicitamente di un custom silicon team e cerca profili capaci di portare un design semiconduttore dal concept alla produzione commerciale. Un annuncio specifico riguarda anche un Research Engineer focalizzato sul Chip Design tramite reinforcement learning — una scelta che rivela l’ambizione di usare Claude stesso per assistere nella progettazione del silicio che lo farà girare.
La strategia rimane per ora ibrida. Anthropic ha già accordi attivi con AWS, Google, Nvidia e AMD per l’accesso all’infrastruttura di calcolo, e non ha intenzione di abbandonarli nel breve periodo. Il chip proprietario è descritto come un ulteriore binario, non come un’alternativa immediata. Vale anche la pena ricordare che attraverso un accordo a lungo termine con Google e Broadcom, Anthropic avrà accesso a circa 3,5 gigawatt di capacità TPU personalizzata a partire dal 2027. La dipendenza da fornitori esterni resta quindi consistente, ma il perimetro si stringe gradualmente.
Il contesto spiega molto. La domanda per i modelli Claude è cresciuta a un ritmo che i contratti esistenti faticano a sostenere. Progettare chip su misura permette di adattare l’architettura hardware alle esigenze specifiche del modello, riducendo sprechi di calcolo e costi operativi. Meno latenza, meno spesa per token generato. Per un’azienda che compete con OpenAI e Google su margini ancora fragili, ogni guadagno in efficienza conta.
Anthropic non è la prima a muoversi in questa direzione. A giugno OpenAI ha presentato Jalapeño, il suo chip costruito insieme a Broadcom e ottimizzato per i carichi di inferenza. Meta sta preparando la prossima generazione di chip proprietari. Anche Mistral starebbe ragionando su un percorso simile. Il settore si sta consolidando attorno a un modello in cui i grandi laboratori non si limitano a usare l’hardware disponibile, ma vogliono definirne le specifiche.
Anthropic non ha comunicato tempi precisi né ha chiarito se intenda produrre i chip internamente o affidarsi a fonderie esterne. La trattativa con Samsung, se confermata, suggerisce la seconda opzione. Quello che appare chiaro è la direzione: meno intermediari tra il modello e il silicio su cui gira. Se il progetto andrà in porto, le ricadute non saranno solo tecniche — cambierà anche il peso contrattuale di Anthropic nei negoziati con i suoi attuali fornitori.














