Nvidia H200 torna in Cina: Pechino approva le importazioni

La Cina ha dato il via libera all'importazione delle GPU H200 di Nvidia, aprendo un mercato da decine di miliardi di dollari che era stato chiuso da restrizioni incrociate americane e cinesi. Le approvazioni riguardano aziende come Alibaba, ByteDance e DeepSeek, ma con volumi significativamente inferiori a quelli richiesti.

Chip War - Economia 24 ago 2026

2 min.

Nvidia H200 torna in Cina: Pechino approva le importazioni

La Cina ha approvato le importazioni delle GPU H200 di Nvidia, riaprendo un mercato che era stato di fatto congelato per quasi un anno. Le prime autorizzazioni riguardano aziende come Alibaba, ByteDance e DeepSeek, con lotti iniziali stimati in alcune centinaia di migliaia di unità complessive — ben al di sotto dei volumi richiesti dalle aziende cinesi.

I numeri raccontano la portata della situazione. Pechino si appresta ad autorizzare meno di 200.000 chip H200 in totale, meno della metà di quanto richiesto. Nel frattempo, il governo americano ha già concesso licenze di esportazione a circa dieci aziende cinesi — tra cui Tencent, Alibaba, ByteDance e JD.com — consentendo a ciascuna di acquistare fino a 75.000 unità. Il collo di bottiglia, almeno per ora, è cinese, non americano. Pechino ha imposto anche un vincolo d’uso esplicito: i chip non potranno essere impiegati in ambito militare, nelle infrastrutture critiche, nelle agenzie governative sensibili o nelle imprese statali.

Il contesto spiega perché questa apertura arrivi proprio adesso. Nvidia aveva di fatto fermato la produzione di H200 quando il mercato cinese si era chiuso, per poi riavviarla non appena le trattative hanno preso una direzione positiva. Il CEO Jensen Huang, durante una conferenza stampa all’evento GTC 2026, ha dichiarato che la catena di fornitura si sta rimettendo in moto e che la società ha già ricevuto ordini da molti clienti in Cina. Il dato di fondo è che la Cina valeva il 13% del fatturato totale di Nvidia prima del giro di vite sulle esportazioni, e che nel solo 2024 le vendite di chip di fascia ridotta al mercato cinese avevano generato 17,1 miliardi di dollari nonostante le restrizioni già in vigore.

L’H200 non è il chip più avanzato di Nvidia. È l’architettura Hopper — una generazione dietro le GPU Blackwell come la B200, e due generazioni dietro la futura architettura Rubin, il cui debutto commerciale è atteso nella seconda metà del 2026. Washington ha sempre tenuto fuori dalla Cina i suoi prodotti più recenti, e questa apertura non cambia quella logica. Ciò che cambia è l’accesso a hardware che le aziende cinesi di intelligenza artificiale considerano comunque indispensabile per i carichi di lavoro attuali.

L’accordo riflette una geometria di interessi incrociati. La Cina vuole accelerare lo sviluppo dell’AI domestica e ha bisogno di potenza di calcolo che i produttori locali — Huawei in testa — non riescono ancora a fornire su scala sufficiente. Pechino ha messo in campo fino a 70 miliardi di dollari di incentivi per il settore dei semiconduttori locali, ma i tempi industriali non coincidono con quelli dell’AI. Nvidia, dal canto suo, ha incassato un buco da 8 miliardi di dollari nei ricavi nella prima parte del 2025 per effetto delle restrizioni americane, e ha in portafoglio ordini per oltre 2 milioni di H200 destinati a clienti cinesi. A 27.000 dollari per chip, i conti sono presto fatti.

Il vero nodo irrisolto è la doppia approvazione: quella americana e quella cinese non coincidono né nei volumi né nelle condizioni. Gli Stati Uniti potrebbero imporre un tetto di 75.000 GPU per singolo cliente cinese, mentre Pechino sembra orientata a numeri complessivi più contenuti. Se questa asimmetria si consolida, Nvidia si troverà a gestire una filiera regolata da due governi con obiettivi parzialmente divergenti. Per ora ha vinto la partita dell’accesso. La domanda è quante unità riuscirà davvero a consegnare.


Articoli simili

Ultime news


Spionaggio: l’FBI ha arrestato un ingegnere saudita accusato di aver registrato senza permesso negli uffici di OpenAI

Abdulrahman Alfozan, 35 anni, cittadino saudita, lavorava come ingegnere a…

Spionaggio: l’FBI ha arrestato un ingegnere saudita accusato di aver registrato senza permesso negli uffici di OpenAI
Google rilascia Gemini 4 Argon: 1 milione di token e cybersecurity autonoma

Google ha rilasciato Gemini 4 Argon il 13 ottobre 2026,…

Google rilascia Gemini 4 Argon: 1 milione di token e cybersecurity autonoma
Milano si candida a sede per la governance mondiale dell’Intelligenza artificiale

L’iniziativa, promossa da realtà come AmCham Italy, Assolombarda e Confcommercio,…

Milano si candida a sede per la governance mondiale dell’Intelligenza artificiale

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026