L’amministrazione statunitense del presidente Donald Trump ha avviato una revisione delle politiche sulle esportazioni di tecnologia, con l’obiettivo di permettere la vendita di chip AI avanzati di Nvidia alla Cina. Secondo il governo federale questa mossa consoliderebbe il vantaggio dei produttori statunitensi su quelli cinesi e aiuterebbe l’economia del paese grazie alle commissioni del 25% sulle vendite.
I chip in questione sono gli H200 di Nvidia, considerati come i secondi chip AI più potenti dell’azienda e sono da tempo al centro delle controversie e della guerra sui chip fra Pechino e Washington. Il dipartimento del commercio degli Stati Uniti, che sovrintende alla politica sulle esportazioni, ha inviato le domande di licenza per la vendita di chip ai dipartimenti di Stato, dell’energia e della difesa per la revisione, che ora hanno 30 giorni di tempo per esprimersi. In ogni caso, secondo le normative, la scelta finale spetterà al presidente Trump.
A inizio dicembre il presidente Trump aveva già preannunciato questa intenzione, attirando le forti critiche dei falchi cinesi presenti in tutto l’arco parlamentare statunitense. In quell’occasione era emerso che la Cina ora potrebbe non voler più proseguire con gli acquisti di chip esteri fra cui anche quelli di Nvidia. Da mesi infatti Pechino ha avviato un piano di autosufficienza tecnologica centralizzato che impone alle aziende di non dotarsi di chip esteri e di puntare su alternative locali. Un programma definito dalla stampa occidentale come un “Progetto Manhattan” cinese per competere con l’occidente nel campo dell’AI.
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