La settimana è dominata dall’andamento dei chip, con NVIDIA che detta trend capaci di ridisegnare nuove alleanze. Huang investe due miliardi di dollari in CoreWeave per la costruzione di data center AI e lascia libero il campo a una nuova crescita finanziaria di Samsung. Il colosso sudcoreano (dopo aver superato i test di qualificazione per le forniture commerciali coi big dei microprocessori), dà il via alla produzione di chip HBM4 destinati soprattutto a NVIDIA, in sfida aperta con il competitor sudcoreano SK Hynix. L’accelerata fa volare Samsung, che raggiunge l’utile più alto nella sua storia, con il comparto AI che compensa ampiamente le performance fiacche dell’area smartphone.
Con la connessione NVIDIA-Samsung assistiamo forse alla nascita di un nuovo polo di chip che scompagina lo scenario degli avversari. Non a caso le azioni di Intel scendono del 13% per incapacità di soddisfare la domanda di chip del mercato. E Microsoft si muove accettando la sfida e lanciando la nuova generazione di chip AI Maia 200, progettati per insidiare direttamente il primato di NVIDIA.
E mentre Huang si compiace per l’approvazione, in Cina, del primo lotto di chip H200, trova anche il tempo di unirsi a Google per investire 200 milioni di dollari sulla startup di video AI Synthesia, che raggiunge un valore di 4 miliardi.
Si muove meno del solito il terreno dell’AI declinata verso le proposte commerciali. Google, mentre accompagna NVIDIA nel sostegno a Synthesia, integra Gemini 3 nel browser e innova la funzione di ricerca. Ma per il resto avviene poco altro, se non che Apple presenterà la nuova versione di Siri tra pochissimo, nella seconda metà di febbraio. In senso commerciale, si muove qualcosa dalla Cina. Moonshot AI rilascia il nuovo modello Kimi K2.5, che sfiderà DeepSeek con più applicazioni e comprensione del contesto.
Invece, divampano i dibattiti sugli effetti dell’AI nella tenuta sociale.
La Commissione Europea avvia un’indagine su X per le immagini sessualizzate non consensuali generate da Grok e in Italia una proposta delle opposizioni chiede di vietare l’uso di AI a fini elettorali in occasione del Referendum costituzionale.
L’intrusione di AI nella politica è un tema sempre più attuale, basti guardare il gesto sconsiderato dell’ufficio stampa della Casa Bianca, che pubblica l’immagine di una donna in stato di arresto modificata con AI per farla apparire disperata. D’altronde l’impossibilità di distinguere verità da finzione è una preoccupazione sempre più urgente considerato che nemmeno i chatbot sono in grado di determinare l’origine artificiale dei video fatti con AI. Un elemento che complica ulteriormente le implicazioni attorno a un tema come quello dei gemelli digitali, che torna nel dibattito dopo che Khaby Lame “vende sé stesso” per 975 milioni di dollari.
Un laboratorio USA "libera" tre agenti artificiali: la ricerca sui LED accelera di quattro volte
Un team di Sandia ha testato uno degli sistemi più…
Spiccano anche studi specifici sugli effetti dell’AI nei gruppi umani. Uno studio pubblicato su Computers in Human Behavior stabilisce che usare l’intelligenza artificiale per contenuti lavorativi e personali peggiora l’immagine sociale degli individui.
In questo contesto rassicura la presa di posizione etica di alcune company, su tutte Anthropic che pubblica una sorta di “Costituzione per Claude”, che contiene i principi per lo sviluppo etico del modello, sperando che altri seguano il suo esempio.
Dall’altra parte ci sono super aziende che spingono sull’automazione per orientare un nuovo approccio al lavoro. È il caso di Amazon, che annuncia nuovi tagli tra ingegneri e figure amministrative in USA e Europa: fino a 16.000 persone. E come sempre si susseguono le impressioni e le previsioni attorno al caldissimo tema della bolla AI. I pareri che molti esperti ci hanno affidato (da Alec Ross a Luciano Floridi) non sono unanimi.
Eppure l’AI spinge anche per un futuro luminoso, interessante e promette di raggiungere obiettivi impressionanti. Lo sa bene la Gran Bretagna, che nella sua posizione parzialmente “neutra” (né del tutto filo europea né del tutto filo americana) da un lato si affida a un team di esperti AI gestito da Meta per migliorare i servizi pubblici ma dall’altro protegge la sua sovranità digitale stanziando 36 milioni di sterline per il supercomputer AI Dawn.
Parlando di sviluppi positivi, OpenAI sembra poi seguire le tracce di Deepmind nel lanciare Prism, piattaforma che mette GPT‑5.2 a disposizione della ricerca scientifica e accademica. La scienza è proprio il terreno più fertile per far fiorire l’AI, tanto che nuove previsioni sul settore farmaceutico dicono che entro dieci anni la maggior parte dei farmaci saranno sviluppati con tecniche generative. E sempre dai laboratori di ricerca giunge uno dei risultati più incoraggianti degli ultimi giorni. Un centro americano lascia tre agenti artificiali liberi di lavorare in autonomia per diverse ore. Se in casi analoghi il risultato era stato il caos, in questo caso si osserva è un’accelerata nei risultati scientifici fino a quattro volte. Forse dopo tante false partenze gli agenti AI stanno iniziando a dimostrare di poter fare davvero la differenza.