La multinazionale statunitense dei chip Intel ha annunciato delle stime finanziarie per il primo trimestre del 2026 parecchio inferiori alle aspettative degli analisti, suscitando preoccupazione tra gli investitori. La società prevede ricavi tra 11,7 e 12,7 miliardi di dollari, ben al di sotto delle stime di mercato che indicavano circa 0,08 dollari per azione e ricavi più alti.
Questo ha spinto le azioni a scendere fino al 13% nelle contrattazioni dopo la chiusura dei mercati. Gli esperti evidenziano che il rallentamento deriva dai vincoli di offerta dovuti a problemi produttivi e di rendimento dei chip. Il CEO di Intel Lip‑Bu Tan, che si dice “deluso” per non aver potuto soddisfare completamente il mercato, ha sottolineato che la domanda di processori per server legati all’AI è molto forte, ma l’azienda non riesce a soddisfarla perché le linee di produzione sono a pieno regime e hanno scorte ridotte.
Nonostante alcuni risultati positivi nell’ultimo trimestre, soprattutto nel settore data center, le previsioni per i prossimi mesi mostrano ancora difficoltà, in linea con un turbolento 2025 appena concluso per Intel con l’amministrazione statunitense che ha acquisito circa il 10% della società. Secondo gli analisti, per tornare a crescere in modo stabile l’azienda dovrà migliorare le linee produttive e rendere più efficiente la capacità disponibile.

Nvidia cede all'amministrazione Usa e acquista una quota di Intel per 5 miliardi di dollari
L'accordo permetterà un risanamento delle finanze di Intel e un…














