Negli Stati Uniti la Casa Bianca è finita al centro di una nuova polemica mediatica per aver condiviso l’immagine di una donna in manette modificata con l’intelligenza artificiale. La foto originale ritraeva Nekima Levy Armstrong, avvocata e attivista arrestata durante una protesta contro l’operato dell’agenzia federale di controllo immigrazione in una chiesa del Minnesota. Nella versione modificata dell’immagine appaiono delle finte lacrime che modificano l’espressione della donna, quasi in segno di sconfitta politica.
La foto originale è apparsa sul profilo X del segretario alla sicurezza interna statunitense e poi ripostata modificata circa mezz’ora dopo da quello della Casa Bianca. Non è certo quale strumento sia stato utilizzato, ma l’uso di AI per modificare immagini di rilevanza politica sta diventando sempre più comune, e quando a farlo sono le istituzioni questo può indebolire la fiducia nelle comunicazioni governative.
Da parte della Casa Bianca non è arrivata alcuna smentita formale, e l’ufficio stampa ha in qualche modo confermato la pubblicazione rispondendo sui social e facendo riferimento ai “meme” come parte della comunicazione ufficiale dell’amministrazione in carica. La vicenda riporta al centro la domanda su come le tecnologie digitali debbano essere regolamentate per evitare manipolazioni della verità.

USA, il governo federale collabora coi colossi del tech per assumere 1000 ingegneri esperti in AI
Il piano di assunzioni è sviluppato in sinergia col settore…














