L’AI del futuro prende forma a Parigi (e altre notizie generative) | Weekly AI

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L’AI del futuro prende forma a Parigi (e altre notizie generative) | Weekly AI

Mentre il mondo osserva con preoccupazione gli sviluppi bellici in Iran e le possibili ripercussioni, accade uno strano fenomeno. È come se le tensioni americane tra la Difesa e l’AI avessero spianato la strada a una nuova consapevolezza europea. All’indomani di uno dei momenti istituzionali statunitensi più difficili della storia recente (gli ultimi capitoli sono Anthropic che fa ricorso contro il Pentagono per l’inserimento nella blacklist di rischio e Microsoft che si schiera con Amodei), il Vecchio Continente alza la testa e approfitta del momento per allargare il suo spazio nel tech. Quasi a rimarcare una differenza (anche ideologica) con la tecnologia americana, che gli USA esibiscono con piglio aggressivo se non brutale (una convinzione rimarcata dalle inchieste sull’uso di AI nel bombardamento della scuola elementare iraniana di Minab).

Così l’azienda tedesca Polarise progetta un data center da 30 megawatt e la startup svedese di legal AI Legora raggiunge un valore di 5,5 miliardi di dollari che la orientano verso una grande espansione negli Stati Uniti.

Si animano dibattiti e idee anche nella Gran Bretagna che oggi fa da connessione tra la rigidità europea e la sfrontatezza statunitense. Mentre il governo del Regno Unito si domanda se preservare la legge sul copyright o attrarre i giganti del Tech (una questione identitaria tutt’altro che secondaria), la startup britannica Nscale chiude un round di finanziamento da due miliardi di dollari e un’inchiesta del Guardian sulla relazione tra le AI e il gioco d’azzardo illegale mette l’accento sull‘onnipotenza della dimensione esplorativa dell’AI. Anche in Italia si respira un certo richiamo allarmista. Mentre la premier Meloni lancia moniti sull’obsolescenza dei lavoratori, l’azienda InvestCloud Italy di Venezia taglia tutta la sua sezione informatici per sostituirla con AI. A tal proposito, cresce il dibattito sulle categorie di lavoratori più minacciate dall’avvento dell’AI (giovani e donne over 40 con istruzione elevata) e 4 italiani su 10 dichiarano che l’AI permette loro di risparmiare fino a un giorno di lavoro a settimana.

Ma è da Parigi che giunge l’entusiasmo maggiore. Mentre in Francia la strategia istituzionale sull’AI accelera sull’integrazione dell’energia nucleare, nella città già patria di Mistral la nuova società del pioniere dell’AI Yann LeCun (ex chief AI scientist di Meta) raccoglie più di un miliardo di dollari. La startup lavora su un’AI che capisca il mondo fisico e che superi le debolezze insite nel funzionamento probabilistico. Si tratta di (per usare una parola abusata) un nuovo paradigma di nome “modello mondiale”: tecnologie generative che comprendano la causa effetto attraverso l’osservazione del reale. L’espressione potrebbe diventare il nuovo gancio commerciale dell’intero mercato del 2026 dopo “l’AI agentica”. E il cuore della sua creazione e applicazione non è la California bensì la Francia.

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E negli USA? Le aziende si posizionano attorno ai nuovi equilibri creati dalle relazioni con la Difesa.

Anche dopo essersi guadagnata l’odio degli utenti sostituendo Anthropic nel contratto con il PentagonoOpenAI perde la responsabile hardware Caitlin Kalinowski, che si dimette per protesta. L’azienda mette in standby alcuni progetti (su tutti il lancio della modalità per adulti di ChatGPT) ma acquista Promptfoo, startup specializzata in sicurezza degli agenti AI. Soprattutto, Altman porta l’app video Sora all’interno di ChatGPT, operazione che in tempi più sereni gli avrebbe valso ampio consenso mediatico.

Microsoft, che come detto si schiera con Anthropic nella diatriba contro il Pentagono, rinnova un patto anche commerciale e lancia Copilot Cowork potenziato da Claude per le funzioni aziendali. E mentre Amazon arricchisce il panorama di AI per la sanità lanciando il suo assistente health AI per tutti gli utenti statunitensi, rispunta nelle cronache Moltbook. Il famoso social network sperimentale popolato solo da agenti AI viene comprato proprio dall’organizzazione che incarna l’essenza stessa dei social networkMeta. Che forse vuole portarsi avanti sui competitor con la sperimentazione ibrida social tra umani e agenti artificiali. L’applicazione di agenti AI assume un ruolo sempre più centrale, tanto che Luma propone una totale reinvenzione del ciclo creativo con entità autonome e NVIDIA annuncia la piattaforma per distribuzione agenti NemoClaw. Chissà se il nuovo progetto avrà un ruolo anche nella collaborazione tra l’azienda di Huang e Thinking Machines Labs. La partnership è il nuovo successo silenzioso di Mira Murati, che senza dare nell’occhio continua la costruzione di una realtà che, siamo sicuri, avrà molto da dire in futuro.

Mentre la guerra orienta i nuovi orizzonti della tecnologia allargando le differenze ideologiche tra fazioni, occorre tenere nell’inquadratura anche altri elementi. Come il fatto che parallelamente ai conflitti tra aziende e PentagonoChatGPT, Gemini e Copilot vengono approvati dal Senato americano per l’uso interno. La percezione è che, al di là delle dimostrazioni di potere, rimangono le istituzioni ad avere bisogno delle aziende tecnologiche e non il contrario.


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