InvestCloud Italy, azienda statunitense leader nella tecnologia finanziaria con sede a Marghera (Venezia), ha avviato il licenziamento collettivo di tutti i suoi 37 dipendenti in quella che è l’unica sede italiana del gruppo. La decisione, comunicata a Federmeccanica, sindacati e Confindustria Veneto Est, è motivata da un nuovo modello organizzativo globale che punta all’integrazione di sistemi basati sull’intelligenza artificiale, eliminando la necessità di strutture locali autonome.
Secondo la lettera inviata alle parti sociali, il modello attuale, distribuito su diversi paesi e basato su soluzioni locali, non è più compatibile con l’obiettivo di una piattaforma tecnologica unificata e centrata sull’AI. I licenziamenti rientrano in un processo di trasformazione avviato negli ultimi 18 mesi, che vede l’azienda puntare su efficienza e automazione, riducendo i costi del lavoro e centralizzando le operazioni in hub tecnologici all’estero.
La notizia ha scatenato preoccupazione tra i lavoratori e le istituzioni locali. Nei prossimi giorni è prevista un’assemblea dei dipendenti per valutare le azioni legali e normative da intraprendere, anche attraverso il tavolo di crisi della Regione Veneto. “Questa decisione rappresenta un campanello d’allarme per il futuro del lavoro in Italia”, ha commentato Francesco Furlan, segretario della Fiom Venezia. Gli esperti sottolineano che il caso InvestCloud non è isolato: secondo un recente studio di Deloitte, il 25% delle aziende globali dichiara che l’AI sta avendo un effetto “trasformativo” sulle proprie strutture, con una crescita esponenziale dell’automazione nei processi decisionali e operativi. Tuttavia, la pericolosità di questa transizione sta nel rischio di lasciare indietro migliaia di lavoratori con competenze non più richieste, se non accompagnata da programmi di riqualificazione e politiche attive.

Giovani e donne over 40 con istruzione elevata: ecco i lavoratori più minacciati dall'AI
Lo rivela una nuova ricerca di Anthropic che ha introdotto…














