Amazon ha lanciato Amazon Connect Health, la sua prima piattaforma di intelligenza artificiale progettata appositamente per il settore sanitario. L’obiettivo, molto ambizioso, è automatizzare tutta la burocrazia sanitaria che oggi rallenta medici, infermieri e pazienti, dalle prenotazioni alla documentazione clinica, fino alla generazione dei codici di fatturazione. Secondo AWS, il personale dei grandi ospedali americani trascorre fino all’80% del tempo durante le telefonate a raccogliere manualmente informazioni sui pazienti sottraendo tempo al processo di cura vera e propria.
La piattaforma funziona come un assistente digitale sempre disponibile che risponde alle chiamate dei pazienti in linguaggio naturale, verifica l’identità, controlla la copertura assicurativa, prenota appuntamenti in tempo reale e, durante la visita, trascrive automaticamente la conversazione tra medico e paziente. Naji Shafi, direttore dell’AI sanitaria di AWS, ha sintetizzato così il problema: “I nostri operatori sanitari sono sopraffatti, sommersi dalla complessità amministrativa, e questo ha un costo per tutti“.
Un punto fondamentale della piattaforma riguarda la sicurezza. Su questo versante l’azienda chiarisce che ogni output generato dall’AI è tracciabile fino alla sua fonte originale, e un medico deve sempre approvare note e codici prima che vengano salvati. I primi risultati sul campo sono incoraggianti. UC San Diego Health, che gestisce 3,2 milioni di interazioni annuali con i pazienti, ha già liberato 630 ore settimanali di lavoro, riducendo i tassi di abbandono delle chiamate del 30%.
Amazon Connect Health si inserisce in un mercato affollato e competitivo come quello dell’AI applicata al settore sanitario e sfida direttamente Microsoft, che nel 2022 ha acquisito Nuance per 19,7 miliardi di dollari, e una schiera di altre startup che raccolgono centinaia di milioni per automatizzare la documentazione clinica.
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