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AI Act, i tempi stringono | Weekly AI #83

Weekly AI news è la rassegna stampa settimanale curata dai nostri editor sui temi più rilevanti legati all’AI. Sanità, legal, trasporti, innovazione, moda, ambiente: ogni settimana, una raccolta delle novità che stanno cambiando il mondo.

Chi sono Dario e Daniela Amodei: gli italoamericani dell’AI etica

Fondata nel 2021 a San Francisco, la startup Anthropic si è imposta con grande rapidità come uno dei nomi centrali nel settore generativo. La società, creata dai due fratelli italoamericani Dario Amodei e Daniela Amodei, ha sviluppato un profilo eticamente connaturato e dalle concessioni commerciali limitate.

La loro è una storia di talenti complementari guidati da princìpi inscalfibili, che somigliano quasi a una missione. Lui un genio etico e matematico e lei un’umanista prestata al tech. Due profili che permettono di connettere il mondo dell’imprenditoria tech americana alla ricerca scientifica etica in una realtà innovativa.

Putin: “Un’intelligenza artificiale russa per contrastare l’Occidente”

Che l’intelligenza artificiale muova interessi geopolitici sempre maggiori a livello internazionale è ormai chiaro e a conferma di questa direzione spiccano le recenti parole di Vladimir Putin.

Il presidente russo ha definito “pericoloso e inaccettabile il dominio monopolistico dei sistemi tecnologici AI occidentali”.

La Russia si sta già muovendo per creare intelligenze artificiali in autonomia a suo uso esclusivo, ma l’isolamento del Paese e la debolezza commerciale imposta dalle recenti sanzioni le impedisce di far evolvere la tecnologia con una velocità paragonabile a quella degli altri Paesi.

Nonostante un ritardo tecnologico sotto gli occhi di tutti Putin ha già pianificato un piano di azione sull’AI da qui al 2030: l’Occidente non dovrebbe sottovalutarlo.

Amazon lancia Q e sfida apertamente ChatGPT e gli altri big

Amazon Web Services ha presentato AmazonQ, un chatbot alimentato dall’intelligenza artificiale progettato appositamente per esigenze aziendali.

Il chatbot è in grado di svolgere numerosi compiti. Consente ai dipendenti di una determinata organizzazione di porre qualsiasi domanda riguardante procedure, linee guida, mansioni e attività lavorative, fornendo risposte personalizzate in base al ruolo dell’utente e ai sistemi cui è autorizzato ad accedere.

Ma, oltre a rispondere alle domande, Amazon Q può anche generare automaticamente contenuti come post di blog, riassunti di documenti o email e pianificare riunioni in base alle richieste. Inoltre, grazie all’integrazione con numerosi strumenti, il chatbot è in grado di automatizzare attività ripetitive come l’apertura di ticket.

Con il lancio del nuovo servizio – che curiosamente porta un nome simile a quello del fantomatico chatbot segreto di OpenAI, Q* -, il colosso dell’e-commerce vuole dimostrare di non essere rimasto indietro nel campo dell’intelligenza artificiale rispetto a competitor come Open AI e Google.

Un anno di ChatGPT: a che punto è la rivoluzione AI?

Un anno fa, il 30 novembre 2022OpenAI lanciava ChatGPT. L’uscita del chatbot perfettamente in grado di imitare un’interazione linguistica umana ha creato una reazione mai vista prima: nei primi cinque giorni dalla sua presentazione era già stato provato da un milione di utenti.

L’impatto del modello ha creato a tappeto un effetto deflagrante in ogni settore dell’economia, del costume, della socialità e della politica.

Ripercorriamo le tappe nella storia dello strumento che più di ogni altro ha caratterizzato l’ultimo anno. Con alcune considerazioni sul futuro: a un anno di distanza a che punto è la rivoluzione AI?

AI Act: i tempi stringono

I negoziati sulla nuova legge europea per regolamentare l’intelligenza artificiale – l’AI Act – sono in una fase critica e l’approvazione finale da parte del Consiglio Europeo entro fine anno è a rischio a causa delle divisioni tra i Paesi membri.

Da una parte ci sono i sostenitori di regole stringenti su privacy ed etica, dall’altra chi vuole allentare le maglie per favorire l’innovazione. Tra questi ultimi Italia, Francia e Germania, i cui Governi sono accusati di opporsi a una regolamentazione diretta dei modelli di base, preferendo l’autoregolamentazione delle aziende.

Secondo gli esperti, affidarsi ai soli codici di condotta aziendali è rischioso e potrebbe minare l’efficacia della legge, ledendo i diritti dei cittadini. Inoltre, l’incertezza normativa potrebbe frenare l’innovazione europea. La comunità scientifica italiana ha dunque lanciato un appello al Governo Meloni per sostenere regole chiare sui modelli AI generativi nell’AI Act.

L’intelligenza artificiale di Amazon che crea immagini

In coda alla presentazione del chatbot Q, Amazon ha annunciato anche il lancio di una nuova AI per la creazione e l’editing di immagini e foto. Il modello si chiama Titan Image Generator e sarà disponibile per tutti i clienti del cloud Amazon Web Services.

Come la maggior parte delle AI grafiche, il programma funzionerà a partire da prompt di testo per la creazione di immagini, ma permetterà anche di modificare contenuti inseriti selezionando le aree interessate, di scorporare gli sfondi e di aggiungere elementi che interagiranno con i soggetti delle immagini e foto.

Accenture compra l’italiana Ammagamma

Accenture, multinazionale che opera nel settore della consulenza strategica e direzionale e dell’outsourcing, ha annunciato l’acquisto dell’italiana Ammagamma, già operante di svariati settori, dall’automobilistico al farmaceutico. La società con sede in Irlanda compra la startup modenese per poter offrire ai propri clienti soluzioni e servizi AI, integrando la propria offerta con le tecnologie più recenti.

“Diventare parte di Accenture è il miglior riconoscimento possibile per il percorso, pionieristico in alcune occasioni, che abbiamo tracciato fin qui – ha dichiarato il presidente di Ammagamma, Fabio FerrariÈ un momento di crescita ma anche di riconoscimento per l’approccio umano-centrico che ci ha sempre distinto, per la nostra visione priva di mistificazioni di intelligenza artificiale come ‘semplice’ matematica applicata, capace di portare un impatto positivo alle persone, alle imprese, alla società”.

L’AI potrebbe prevenire il rischio di suicidio giovanile

Secondo uno studio realizzato dall’Università di Firenze e dall’azienda Ospedaliera Universitaria Meyer pubblicato su ‘Science Progress’, l’intelligenza artificiale può fornire un grande supporto nell’individuare i fattori di rischio del suicidio negli adolescenti.

Si tratta del primo studio multidisciplinare sul tema. Lo studio ha analizzato i dati relativi a 237 pazienti ricoverati al reparto di Psichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza del Meyer per comportamenti e pensieri suicidari dal 2016 al 2020. L’AI avrebbe permesso di individuare due fattori statisticamente correlati ad un aumento del rischio di comportamenti suicidari negli under 12: una precedente diagnosi di disturbo oppositivo provocatorio e una di disturbo esplosivo intermittente. 

Il modello predittivo messo a punto dal tandem Meyer-Unifi potrà dunque essere uno strumento in più per identificare precocemente ‘segnali d’allarme’ nei giovani e giovanissimi.

Sam Altman: l’intervista dopo l’epopea in OpenAI

Il (di nuovo) CEO di OpenAI, Sam Altman, ha raccontato a Wired dei giorni dell’estromissione dalla società da lui fondata da parte del Consiglio di Amministrazione. Dopo essere stato licenziato, il ritorno in casa OpenAI è stato accettato in cambio di modifiche in termini di governance, ma ad oggi non è ancora chiaro quali misure verranno adottate.

“La nostra struttura di governance aveva un problema e risolvere questo problema richiederà del tempo – ha dichiarato – E capisco perfettamente perché le persone vogliono una risposta in questo momento, ma penso anche che sia del tutto irragionevole aspettarselo”.

Harvard: ChatGPT inventa meno leggi fake della Corte Suprema

Un professore della Harvard Law School, Lawrence Lessig, ha deciso di testare ChatGPT nell’analisi e nell’approfondimento della normativa sul finanziamento delle campagne elettorali USA.

Il giurista è rimasto sorpreso dai risultati, che sono parsi a tratti più coerenti rispetto alle posizioni difese da alcuni giudici della Corte Suprema.


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