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Una settimana movimentata per Sam Altman | Weekly AI #82

Weekly AI news è la rassegna stampa settimanale curata dai nostri editor sui temi più rilevanti legati all’AI. Sanità, legal, trasporti, innovazione, moda, ambiente: ogni settimana, una raccolta delle novità che stanno cambiando il mondo.

Sam Altman in Microsoft (per due giorni) dopo la cacciata da OpenAI

Sam Altman, cacciato da OpenAI, è stato ‘assunto’ da Microsoft per due soli giorni. È accaduto tutto molto velocemente, dopo l’uscita improvvisa dalla sua startup voluta dal Cda. Un colpo di scena inaspettato, anche per chi segue da vicino le dinamiche in continua evoluzione tipiche del mercato dell’intelligenza artificiale.

Tra speculazioni, teorie del complotto e dietrologie, ad oggi non risulta ancora chiara la ragione per cui Altman sia stato cacciato dal Consiglio di Amministrazione. C’è chi ritiene che siano stati degli attriti con Ilya Sutskever – computer scientist cofondatore e membro del Consiglio di OpenAI – a rendere difficile una collaborazione verso obiettivi comuni.

Nel weekend, sull’onda del malcontento degli utenti di ChatGPT e degli investitori, sembrava che Sam Altman fosse intenzionato a negoziare un ritorno alla guida della startup. Nelle ore seguenti Satya Nadella, CEO di Microsoft, annunciava che Altman, Greg Brockman e altri colleghi si sarebbero uniti al colosso tech. La storia è andata diversamente.

Il ritorno in OpenAI: passo indietro del cda

Mercoledì mattina Sam Altman è stato reintegrato come CEO.

La decisione del Consiglio è il frutto di una protesta che ha coinvolto la quasi totalità dei dipendenti (il 95% secondo alcune fonti). In una lettera collettiva, il personale aveva infatti minacciato di dimettersi in blocco se Altman e Greg Brockman – ex presidente della startup – non fossero stati ri-‘assunti’ e se il Cda non avesse fatto un passo indietro.

Intanto si susseguono nuove varie teorie sui motivi dell’allontanamento di Altman. C’è chi parla di semplici divergenze personali con un limitato gruppo di collaboratori e c’è chi tira in ballo tensioni legate ad un misterioso e potente modello AI chiamato Q*, che rischierebbe di mettere a rischio la sicurezza delle persone, ma sulla cui esistenza non ci sono prove.

Chi è Sam Altman, il genio contraddittorio dell’AI

Pugnalato alle spalle senza preavviso dal suo consiglio di amministrazione, prontamente salvato da Microsoft e poi reintegrato in OpenAI con tutti gli onori, venerato dai suoi 780 dipendenti, volto mondiale dell’intelligenza artificiale generativa: ma chi è Sam Altman?

Nella settimana più difficile dall’inizio della sua scalata verso il firmamento tech di ogni epoca, ecco il ritratto dell’enigmatico CEO di OpenAI, una delle personalità più interessanti della Silicon Valley.

Intervista a Fabio Ferrari, il presente dell’AI nelle aziende: a che punto siamo | AI Talks #7

La settima puntata di AI Talks, il format di interviste di AI news alla scoperta dell’intelligenza artificiale, è con Fabio Ferrari, esperto di AI, fondatore e presidente di Ammagamma.

L’intelligenza artificiale altro non è che matematica. Il termine è altisonante, ma in realtà dietro ci sono matematica, statistica, algebra, niente di fantascientifico. La grande capacità dell’intelligenza artificiale è di estrarre da dati e informazioni quelle correlazioni, aspetti e peculiarità che l’uomo fatica a vedere, e così darci un punto di vista che noi non vedremmo in numerosi ambiti“.

Con Ferrari abbiamo trattato di governance, imprese e futuro.

L’intelligenza artificiale che diagnostica l’autismo

Nel corso della prossima settimana sarà presentata al meeting annuale della Radiological Society of North America una ricerca innovativa nell’ambito della diagnosi dell’autismo realizzata dal professor Mohamed Khudri, dell’Università di Louisville.

Il suo team ha sviluppato un sistema di intelligenza artificiale in grado di diagnosticare la condizione analizzando le immagini di risonanze magnetiche cerebrali speciali. Il tasso di precisione della diagnosi, su bambini di età compresa tra i 2 e i 4 anni, è elevatissimo, pari al 98,5%.

I ricercatori hanno testato il modello sui dati di 226 bambini dell’Autism Brain Imaging Data Exchange-II. “Il nostro approccio è una novità che consente di individuare precocemente l’autismo nei bambini – ha dichiarato Khudri – Crediamo che un intervento terapeutico prima dei tre anni possa portare a risultati migliori, compresa la possibilità per gli individui affetti da autismo di raggiungere una maggiore indipendenza e un quoziente intellettivo più alto“. 

L’Australia aumenterà la stretta su contenuti dannosi e fake

L’Australia si oppone attivamente alla proliferazione di contenuti nocivi realizzati con l’AI: il nuovo regolamento sulla cybersicurezza introdotto dal governo federale obbligherà le compagnie high-tech e le piattaforme di social media a eliminare contenuti dannosi realizzati con l’ausilio della tecnologia generativa come deep fake indesiderati, incitamento all’odio a sfondo razzista, sessista o omofobico, o contenuti antisemitici e islamofobici.

La ministra delle Comunicazioni Michelle Rowland ha espresso una grande preoccupazione sul tema: “Questa tecnologia ha un potenziale enorme come strumento positivo, ma la vediamo anche usata per umiliare, imbarazzare, offendere e anche abusare di altri. Negli ultimi due anni, è diventato sempre più difficile distinguere fra immagini generate dall’AI e immagini genuine. È chiaro che il settore può e deve fare di più per prevenire danni che non sono esplicitamente indicati nelle linee guida“.

Lavorare solo 4 giorni alla settimana grazie all’AI

Un nuovo studio condotto dal Think Tank Autonomy ha rilevato che l’intelligenza artificiale potrebbe consentire a milioni di lavoratori (un terzo del totale) di lavorare solo quattro giorni alla settimana entro il 2033.

Lo studio, concentrato su USA e Gran Bretagna, ha rilevato che l’introduzione dell’AI potrebbe portare la settimana lavorativa da 40 a 32 ore per il 28% della forza lavoro, in tutto 8,8 milioni di persone in Gran Bretagna e 35 milioni negli Stati Uniti, senza ridurre la produttività complessiva.

In genere gli studi sull’AI si concentrano sull’apocalisse occupazionale – ha dichiarato Will Stronge, direttore della ricerca di Autonomy – questa analisi cerca di dimostrare che quando la tecnologia viene impiegata al massimo delle sue potenzialità e rivolta ad uno scopo preciso, può non solo migliorare le pratiche lavorative, ma anche l’equilibrio tra lavoro e vita privata“.

Il super laboratorio parigino di AI co-fondato da Iliad

Guanto di sfida da Parigi agli USA: la capitale francese ospiterà un super laboratorio di intelligenza artificiale di nome Kyutai. La presentazione del progetto, privato ma senza scopo di lucro, è avvenuta venerdì 17 novembre. Il laboratorio è co-fondato dalla compagnia telefonica Iliad in collaborazione con il gruppo francese di logistica e trasporti Cma Cgm e con Schmidt Futures, ventuire capital dell’ex CEO di Google Erich Schmidt.

Durante la conferenza stampa era presente anche il ministro per la Transizione digitale Jean Noel Barrot e non è mancato nemmeno un videomessaggio del presidente francese Emmanuelle Macron. Il sostegno del governo è la prova che la Francia non vuole sottrarsi alla sfida per la sovranità tecnologica: il super laboratorio si propone come uno dei centri nevralgici per l’economia francese dei prossimi anni.

ChatGPT ora parla

Da oggi si può discutere ad alta voce con ChatGPT: nel bel mezzo della sua settimana horribilis OpenAI ha integrato l’applicazione del modello con la versione vocale, disponibile per tutti gratuitamente e non solo per i clienti della versione plus.

Il tool è in effetti impressionante, soprattutto per il suo straniante effetto confidenziale.

Forse passata anche troppo in sordina, è una innovazione significativa, perché avvicina senza barriere il pubblico ad una versione dell’intelligenza artificiale sempre più simile alla percezione umana. Con questa mossa OpenAI riesce nell’intento di far mangiare la polvere ad Amazon e Apple, pronte da mesi a lanciare la nuova Alexa la nuova Siri.

Il Garante della Privacy indaga sullo scraping dei dati

Il Garante della Privacy italiano, lo stesso organo che nel marzo 2023 impose per un mese la chiusura di ChatGPT per la mancanza di trasparenza nell’uso e l’origine dei dati, ha scelto di approfondire nuovamente il tema iniziando una nuova indagine.

Dopo i mesi di evoluzione dell’intelligenza artificiale generativa, l’ente ha iniziato un’indagine mirata a verificare la tenuta di misure di sicurezza adeguate dei principali siti internet privati e soprattutto pubblici, per impedire episodi di raccolta a tappeto semi-fraudolenta di dati sensibili per addestrare algoritmi di intelligenza artificiale. L’indagine sembrerebbe per adesso una sorta di censimento mirato a valutare il livello di diffusione delle prassi corrette per difendere i dati degli utenti dal cosiddetto scraping, la raccolta automatica dei dati nel web.

Il Garante ha invitato associazioni di categoria, di consumatori, esperti e i rappresentanti del mondo tecnologico e accademico a contribuire nella ricerca.


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