Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato nuovi dazi: tariffe del 100% su tutti i chip e semiconduttori importati negli Stati Uniti. Dalla misura saranno esentate quelle aziende che stanno costruendo impianti produttivi negli Stati Uniti o abbiano promesso di farlo.
La decisione fa parte di una più ampia strategia dell’amministrazione statunitense per indurre le aziende a riportare la produzione sul suolo statunitense (reshoring), ma non esistono ancora delle linee guida precise sull’applicazione della misura. Non è chiaro infatti se i dazi riguardino solo i chip o anche i dispositivi che li usano, né quanta produzione serva per esserne esenti.
Secondo gli osservatori, la misura colpirà alcune aziende e ne escluderà del tutto altre. TSMC (Taiwan), Samsung e SK Hynix (Corea del Sud), così come GlobalFoundries e Apple (USA) saranno di fatto esenti dalla misure perché hanno già effettuato o pianificato investimenti negli Stati Uniti. Allo stesso modo anche Intel, Texas Instruments, Micron, e altre aziende simili potrebbero facilmente ottenere un’esenzione.
La misura potrebbe essere molto più impattante per tutte quelle aziende medio-piccole provenienti da paesi come Filippine, Malesia e Giappone. La maggior parte di queste non ha sedi produttive negli USA, il che potrebbe penalizzarle. Gli stati europei, con società come Infineon e ASML, potrebbero anche loro trovarsi in difficoltà anche se è stato concordato dall’Unione europea un limite del 15% sui dazi statunitensi.
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