La Cina ha rinforzato i controlli sui chip importati nei principali porti del paese

I controlli dei funzionari si concentrano principalmente su Nvidia ma hanno come obiettivo tutti i chip importati illecitamente

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La Cina ha rinforzato i controlli sui chip importati nei principali porti del paese

La Repubblica Popolare Cinese ha intensificato i controlli e le restrizioni sulle importazioni di chip stranieri inviando nei principali porti del paese delle squadre di funzionari doganali specializzati. Le attenzioni dei funzionari si soffermano in particolare sui chip di produzione Nvidia, al centro dello scontro economico e tecnologico con gli Usa.

Lo riporta il Financial Times, specificando che dietro questa mossa c’è la rinnovata strategia di Pechino di puntare sulla produzione nazionale di semiconduttori per ridurre la dipendenza tecnologica dagli Stati Uniti. Sono due i prodotti sotto osservazione delle autorità cinesi:  l’H20 e l’RTX Pro 6000D. Entrambi sono stati progettati dal colosso statunitense per rispettare i controlli sulle esportazioni imposti dal governo federale. I controlli però non si limitano solo ai prodotti di Nvidia, ma si sono allargati a tutti i semiconduttori potenzialmente importati in maniera illecita. Nonostante i progressi fatti da aziende nazionali come Huawei, le prestazioni garantite dai prodotti di Nvidia, secondo diverse fonti coinvolte nelle attività aziendali, rimangono migliori.

Recentemente i chip di Nvidia sono tornati al centro dello scontro geopolitico fra Usa e Cina. A settembre, dopo che le autorità cinesi avevano accusato Nvidia di violazione delle norme antitrust, Pechino ha vietato alle proprie aziende l’acquisto di chip dell’azienda di Jensen Huang.


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