La sfida della startup Mantis Biotech: creare gemelli digitali per disporre di più dati sanitari

Disporre di gemelli digitali può rivoluzionare i sistemi sanitari mondiali agendo sulla prevenzione e sull'ottimizzazione delle cure

5 min.

La sfida della startup Mantis Biotech: creare gemelli digitali per disporre di più dati sanitari

Creare un gemello digitale in grado di simulare il funzionamento del corpo di ogni paziente nel mondo, prevedere malattie rare o testare farmaci senza rischi. È la sfida di Mantis Biotech, startup newyorkese che, grazie a un mix di intelligenza artificiale e fisica computazionale, sta creando gemelli digitali del corpo umano.

Questi modelli, alimentati da dati eterogenei come cartelle cliniche e sensori indossabili, permettono di colmare il divario di informazioni che oggi limita la ricerca medica, soprattutto per patologie rare o condizioni poco documentate. “Possiamo generare dataset sintetici per casi come la stima della posizione delle mani in persone con dita mancanti, dove i dati reali non esistono”, spiega Georgia Witchel, 24enne CEO di Mantis, ex atleta e ingegnere biomedico. La piattaforma, già usata da squadre NBA per monitorare gli atleti, simula anche come prestazioni, sonno e dieta influenzino il rischio di infortuni, aprendo la strada a una medicina predittiva e personalizzata.

Il concetto di gemello digitale sta rivoluzionando anche la ricerca farmaceutica e la chirurgia. Secondo uno studio pubblicato sul Journal of Personalized Medicine, queste tecnologie potrebbero “inaugurare una nuova era della medicina basata sulle evidenze”, riducendo la necessità di test su pazienti reali e accelerando lo sviluppo di terapie su misura. In Italia, il progetto europeo Vital sta già sperimentando modelli multi-organo per pazienti cardiopatici, mentre aziende come Dassault Systèmes usano il Living Heart per simulare interventi al cuore con precisione millimetrica.

L’obiettivo è passare da una sanità reattiva a una proattiva, dove diagnosi e cure sono ottimizzate prima che il paziente si ammali”, sottolinea Salvatore Fregola, esperto di sanità digitale. Gli esperti avvertono però che privacy, interoperabilità dei dati ed etica sono nodi da sciogliere. “Serve un controllo accurato: monitorare una macchina è diverso dal gestire dati sensibili di una persona”, precisa Fregola.

Nonostante questo, il mercato dei gemelli digitali in sanità è in grande crescita e si stima raggiungerà i 48,2 miliardi di dollari entro il 2026, con un +40% nell’adozione di assistenti digitali. Mantis, che ha raccolto 7,4 milioni di dollari in finanziamenti, punta ora a estendere la tecnologia alla prevenzione e ai trial clinici, con l’ambizione di “democratizzare l’accesso a una medicina su misura”.


Per leggere altri articoli su salute e intelligenza artificiale:


Articoli simili

Ultime news


Nvidia punta 7 miliardi su Poolside AI: licenza, talenti e modelli aperti

Nvidia ha siglato un accordo da 7 miliardi di dollari…

Nvidia punta 7 miliardi su Poolside AI: licenza, talenti e modelli aperti
OpenAI lancia AI Futures: il think tank interno sulla governance dell’IA

OpenAI ha lanciato AI Futures, il blog del suo nuovo…

OpenAI lancia AI Futures: il think tank interno sulla governance dell’IA
L’harness batte il modello: Nvidia porta Claude Opus 5 al 100%

Nvidia ha dimostrato che l'architettura che avvolge un modello AI…

L’harness batte il modello: Nvidia porta Claude Opus 5 al 100%
Ode with Anthropic acquisisce Casper Studios: la prima mossa nell’enterprise

Ode with Anthropic, la joint venture sostenuta da Blackstone e…

Ode with Anthropic acquisisce Casper Studios: la prima mossa nell’enterprise
Nvidia, server AI oltre il 15% più cari: colpa della memoria

I server con chip AI di Nvidia aumenteranno di oltre…

Nvidia, server AI oltre il 15% più cari: colpa della memoria

In Evidenza


New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI

Weekly AI è la newsletter settimanale di AI news sulle…

New York contro i data center (e altre notizie generative) | Weekly AI
Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo

Lo riferisce un sondaggio Ipsos BVA condotto su 3.800 ragazzi…

Più del 50% dei giovani europei usa l’AI per cercare supporto emotivo
Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News

Il nuovo report di AI News per non farsi sorprendere…

Intelligenza artificiale: prepararsi al 2026 | Il report di AI News
AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime

Ne abbiamo intervistati cinque per unire i puntini

AI, bolla o non bolla? Il parere degli esperti non è unanime
Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

"Se potessi tornare indietro, eliminerei l'espressione 'intelligenza artificiale', la chiamerei…

Luciano Floridi: “L’intelligenza artificiale non è intelligente”, la nostra intervista | AI Talks #20

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026