Cina, il 41% del mercato dei chip AI è in mano a produttori locali

Attualmente Nvidia rimane leader con una quota del 55%, ma secondo alcune analisi la quota di mercato dei chip AI domestici cinesi potrebbe raggiungere il 50% già quest'anno

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Cina, il 41% del mercato dei chip AI è in mano a produttori locali

Nel 2025, per la prima volta nella storia del mercato cinese dei chip per l’intelligenza artificiale, i produttori locali hanno conquistato una quota che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile. Secondo i dati della International Data Corporation (una delle principali società di ricerca e analisi di mercato nel settore tecnologico) esaminati da Reuters, i produttori cinesi hanno spedito complessivamente 1,65 milioni di schede acceleratrici, pari al 41% del mercato totale, contro il 55% di Nvidia, che rimane comunque leader con circa 2,2 milioni di unità su un totale di 4 milioni spedite. Uno scenario che solo fino ad un anno fa era impensabile.

Il protagonista di questa rimonta è soprattutto Huawei. Il colosso di Shenzhen ha guidato la corsa tra i produttori domestici spedendo circa 812.000 chip AI, quasi la metà di tutte le spedizioni a marchio cinese. Dietro di lei, T-Head di Alibaba e Kunlunxin di Baidu e Cambricon. Il motore di questa accelerazione è in larga misura politico, visto che il governo cinese ha esortato i giganti tecnologici locali ad acquistare più chip AI prodotti internamente e abbandonare Nvidia, dopo che le restrizioni statunitensi all’export hanno reso sempre più difficile accedere ai prodotti più avanzati.

Il vantaggio tecnologico di Nvidia resta concreto, ma lo scenario sta cambiando rapidamente. La Cina sta costruendo un’intera catena del valore dell’AI indipendente dai paesi occidentali, con chip propri, modelli linguistici propri, piattaforme di distribuzione proprie. Dylan Patel, analista capo di SemiAnalysis, società di ricerca e consulenza indipendente specializzata nel settore dei semiconduttori, lo sintetizza così: “Il vantaggio di CUDA esiste, ma si sta riducendo. Le aziende cinesi hanno dimostrato di poter addestrare modelli della classe GPT-4 su hardware Huawei. Questa non è più la situazione del 2022: la Cina ha alternative valide”, mentre secondo la società di ricerca e analisi di mercato specializzata nel settore tecnologico taiwanese TrendForce, la quota di mercato dei chip AI domestici cinesi potrebbe raggiungere il 50% già quest’anno.


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