Alibaba ha svelato il suo nuovo processore XuanTie C950, un chip a 5 nanometri basato sull’architettura open-source RISC-V, progettato per potenziare l’intelligenza artificiale agentica e il cloud computing. Presentato durante la conferenza annuale dell’ecosistema Alibaba a Shanghai, il C950 promette prestazioni tre volte superiori rispetto al suo predecessore, il C920, e si posiziona come una soluzione flessibile per le aziende che vogliono personalizzare l’hardware per le proprie esigenze di inferenza AI. La mossa arriva in un momento in cui la Cina sta cercando di ridurre la dipendenza dai fornitori esteri di semiconduttori, e Alibaba, con la sua divisione T-Head, punta a diventare un attore chiave in questo contesto strategico.
Il nuovo chip non è solo un passo avanti tecnologico, ma anche una scommessa geopolitica. L’architettura RISC-V, open-source e priva di royalty, sta guadagnando terreno come alternativa a soluzioni proprietarie come ARM o x86, soprattutto in Cina, dove le tensioni commerciali con gli Stati Uniti hanno spinto le aziende a cercare soluzioni autonome. RISC-V offre infatti flessibilità e costi ridotti, rendendosi una soluzione ideale per applicazioni AI e data center.
Con il lancio del C950, Alibaba non solo rafforza la propria posizione nel mercato globale dei chip, ma accelera anche la transizione verso un’AI più accessibile e personalizzabile. Il chip, pensato per gestire carichi di lavoro complessi come l’elaborazione di task multi-step da parte di agenti AI, potrebbe diventare un punto di riferimento per le aziende che cercano soluzioni su misura. Mentre la competizione tra giganti tech si fa sempre più serrata, la Cina dimostra di voler giocare un ruolo da protagonista, investendo in innovazione hardware per non restare indietro nella corsa all’AI.

Alibaba si lancia nella sfida dell'AI: 53 miliardi di dollari investiti e taglio di un terzo del personale
Si tratta di una cifra che supera l'intera spesa sostenuta…














