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Un algoritmo contro i ‘furbetti’ del Fisco | Weekly AI news #15

Weekly AI news è la rassegna stampa settimanale curata dai nostri editor sui temi più rilevanti legati all’AI. Sanità, legal, trasporti, innovazione, moda, ambiente: ogni settimana, una raccolta delle novità che stanno cambiando il mondo.

I cani robot controllati con la mente

La ricerca sta sviluppando numerosi progetti di cane robot. Alcuni sono ‘semplici’ giocattoli che imitano i movimenti e il comportamento dei nostri amici a quattro zampe, mentre altri sono studiati per applicazioni militari, come l’effettuazione di perlustrazioni sul campo. È interessante un recente sviluppo, che potrebbe rendere più facile la gestione e il controllo dei robot: in una dimostrazione australiana, è stata presentata una tecnica di controllo mentale che si basa sulla lettura delle onde cerebrali degli operatori umani. Ciò è possibile grazie a un sistema di realtà aumentata che permette di vedere in diretta sul terreno le destinazioni desiderate per il dispositivo. Le indicazioni vengono poi lette dalla tecnologia direttamente dalla corteccia visiva del cervello dell’utilizzatore attraverso biosensori che elaborano anche il movimento degli occhi, trasformandolo in comandi per l’‘animale’ digitale. 

La sclerosi multipla combattuta con l’AI

L’Unione europea ha stanziato oltre sei milioni di euro per il progetto Alameda, pensato con l’obiettivo di colmare il divario tra diagnosi precoce e trattamento di sclerosi multipla, ictus e Parkinson. L’iniziativa – cui partecipano otto Paesi (Grecia, Regno Unito, Italia, Romania, Norvegia, Lussemburgo, Spagna e Cipro), per un totale di 15 organizzazioni – punta a rilevare tempestivamente i segnali di peggioramento delle malattie al fine di rallentarne l’evoluzione. Per farlo, è previsto l’utilizzo di chatbot e sistemi di intelligenza artificiale che possano rielaborare velocemente le informazioni. Lo studio pilota sulla sclerosi multipla è condotto in Italia ed è coordinato da Fism (Fondazione dell’Associazione italiana sclerosi multipla).  

L’intelligenza artificiale per la sostenibilità

L’AI, nel suo significato più ampio di disciplina di ricerca e sperimentazione, potrà fornire un importante contributo nel raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. Alcuni esempi applicativi sono inclusi nel rapporto “L’intelligenza artificiale per lo sviluppo sostenibile” realizzato da AIxIA (l’Associazione italiana per l’intelligenza artificiale): si pensi all’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse attraverso la misurazione della povertà o al supporto di filiere produttive e distributive più ‘intelligenti’. Il problema sta nell’utilizzo corretto della tecnologia, la quale – in quanto creata dall’uomo – potrebbe includere bias e persino aumentare le discriminazioni sociali, come quelle di etnia o genere.  

Un algoritmo contro i ‘furbetti’ del Fisco

L’Agenzia delle Entrate ha adottato uno strumento di nuova generazione che, tramite i big data, potrà rilevare anomalie tra i redditi, i conti correnti e le case dei contribuenti. Anche gli acquisti effettuati con metodi di pagamento elettronici e quelli registrati nelle banche dati digitali passeranno sotto la lente dell’algoritmo di intelligenza artificiale VeRa (Verifica dei rapporti finanziari), che aveva già ottenuto il via libera dal Garante della Privacy e che è stato ora definitivamente approvato con il decreto firmato dal ministro dell’Economia, Daniele Franco.  

Anche l’Abf punta sull’intelligenza artificiale

L’Arbitro bancario finanziario ha deciso di ricorrere al text mining (o intelligent data processing) – tecnica di AI che utilizza l’elaborazione del linguaggio naturale per trasformare il testo libero, non strutturato, in dati strutturati e normalizzati – soprattutto per preparare i fascicoli per i collegi giudicanti e per individuare casi simili a quelli in esame, al fine di rendere più omogenee le proprie decisioni. Una scelta che ridurrà i tempi decisionali e che potrà rendere più efficiente il lavoro dell’authority.  

Plato, un sistema di AI che “ragiona come un neonato”

Il sistema Plato (Physics learning through auto-encoding and tracking objects), sviluppato dal gruppo di ricerca coordinato da Luis Piloto dell’azienda britannica (di Google) DeepMind, avrebbe sviluppato un “senso comune” sul mondo fisico, basato sull’intuizione – a partire dagli oggetti che lo circondano – di alcuni principi basilari della fisica. I ricercatori hanno infatti mostrato al sistema dei video di semplici oggetti che si muovono nello spazio, dotandolo preventivamente di alcune nozioni basilari sulle caratteristiche degli stessi, per poi mostrargli invece video di scene fisicamente impossibili. La non corrispondenza dei movimenti mostrati alle leggi della fisica è stata rilevata dal sistema anche per oggetti sui quali non aveva ricevuto un addestramento.  

Un algoritmo autore di un articolo scientifico su sé stesso

Il programma GPT-3 è riuscito a elaborare una tesi accademica da 500 parole pubblicabile sul proprio funzionamento, includendo anche riferimenti scientifici e citazioni. I ricercatori a cui è venuta l’idea di tentare l’esperimento stanno ora cercando di far pubblicare il documento, la cui stessa pubblicazione potrebbe generare dubbi etici e legali e portare il mondo della ricerca ad affrontare un importante cambiamento.  

Cos’è il metaverso? Potenzialità e rischi dei ‘nuovi’ mondi virtuali

Negli ultimi mesi, si è sentito parlare molto del metaverso. Il rebranding della società di Mark Zuckerberg – da Facebook a Meta – ha posto l’attenzione su una tecnologia già oggetto di ricerca e sforzi in tutto il mondo, accelerandone lo sviluppo e l’espansione. Oggi, molte società stanno investendo nella tecnologia e diversi marchi stanno anche optando per eventi virtuali nel metaverso per il lancio dei loro prodotti. Si tratta dunque di una rivoluzione tecnologica che investe o investirà tutti, dal settore privato alla sfera pubblica. Ma cosa si intende esattamente per metaverso?  

Il mercato dell’intelligenza artificiale è in crescita

L’AI fa ormai parte delle nostre vite e ci accompagna e sostiene in diversi ambiti, nella quotidianità personale così come sul posto di lavoro. Non è dunque una sorpresa che il mercato dell’AI sia in forte espansione e che lo sarà – con tutta probabilità – anche nei prossimi anni. Numerose aziende stanno infatti investendo nello sviluppo di modelli e tecnologie in grado di automatizzare i più svariati processi, da quelli decisionali a quelli produttivi, e anche i professionisti si stanno dotando di programmi utili all’elaborazione accurata di molte informazioni in tempi molto rapidi.  

Intelligenza artificiale: un’alleata o una minaccia per la democrazia?

Ogni giorno, passiamo in media più di sei ore collegati a internet. Su internet, lavoriamo, studiamo, interagiamo con il mondo gestendo i nostri conti bancari o chattando con gli amici. In rete, si fa anche campagna elettorale e i cittadini si informano – o vengono disinformati – sui punti programmatici dei candidati che andranno a eleggere. Internet e, di conseguenza, gli algoritmi di AI ‘sguinzagliati’ online risultano molto utili nella gestione di grandi moli di informazioni e offrono strumenti interessanti nell’analisi dei contenuti sul web. L’applicazione di modelli intelligenti, però, potrebbe nascondere potenziali problematiche, spesso nascenti dalla strumentalizzazione – da parte di persone o enti interessati – dei dati raccolti dagli utenti/cittadini. Un utilizzo distorto che può anche influenzare le scelte democratiche.  

AI City Cloud Valley, il quartiere del futuro

L’intelligenza artificiale viene sempre più utilizzata nelle nostre vite e c’è chi intende sfruttarla anche come strumento di gestione urbana e amministrativa. Ciò può avvenire con la realizzazione di smart city, ossia luoghi in cui i servizi tradizionali sono resi maggiormente efficienti attraverso l’uso della tecnologia a beneficio dei loro cittadini. È il caso dell’AI City Cloud Valley, un progetto ambizioso che prenderà vita in quel di Chongqing, in Cina. La smart city avanzata sarà gestita dall’intelligenza artificiale, che elaborerà i dati al fine di organizzare al meglio le attività e la gestione cittadina.  


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