Nel 2026, colossi del tech come Amazon, Microsoft, Alphabet e Meta investiranno 650 miliardi di dollari in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Una cifra senza precedenti destinata a data center, chip e reti di telecomunicazioni e connettività. Amazon guida la spesa con 200 miliardi, seguita da Alphabet con 185 miliardi, Microsoft 100 miliardi e Meta 135 miliardi. Secondo Bridgewater Associates, una delle più importanti società di gestione patrimoniale al mondo specializzata in fondi di investimento privati, questi investimenti superano di dieci volte quelli del 2018 e rappresentano una scommessa epocale.
Gli analisti avvertono però da più parti che la corsa all’AI potrebbe trasformarsi nello scoppio di una bolla finanziaria senza precedenti. Le azioni di Amazon, Microsoft e Alphabet hanno perso valore dopo gli annunci di spesa, con il mercato che teme un ritorno economico incerto. Secondo UBS, il rischio è che l’eccesso di investimenti in data center e chip possa “minare la stessa crescita dell’AI”, mentre la domanda di energia e risorse rischia di far entrare il settore in conflitto con le comunità locali. “Il vero problema non sono i 650 miliardi, ma come gestire questa fame di energia”, spiega un rapporto di Bloomberg, sottolineando che il 75% degli investimenti in capitale delle Big Tech nel 2026 sarà legato all’AI.
Nonostante i timori, il 94% dei CEO globali conferma che manterrà gli investimenti in AI anche senza un ritorno immediato, convinto che questa tecnologia sia “una leva strategica centrale per la competitività”. Tuttavia, gli esperti mettono in guardia: senza una regolamentazione chiara e una gestione sostenibile delle risorse, la rivoluzione AI potrebbe generare forti squilibri economici e ambientali.
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