Solo nel 2025, gli investimenti complessivi in intelligenza artificiale hanno superato non di poco tutto il denaro speso per il progetto Manhattan, il programma bellico che fra il 1942 e il 1946 porto allo sviluppo delle prime ami atomiche e costo 30 miliardi di dollari attuali, e il programma Apollo, il decennale piano della NASA che fece atterrare l’uomo sulla Luna nel 1969 e che costo 298 miliardi di dollari attuali.
Un recente rapporto di Reuters ha calcolato infatti che nel 2025 sono stati spesi 375 miliardi di dollari per finanziare lo sviluppo dell’AI. Si tratta di paragoni fra progetti molto diversi dal momento che l’AI non ha un unico fine ed è una tecnologia che permea e influenza potenzialmente ogni aspetto della società, ma il confronto permette di rendere l’idea di quanto capitale si stia accumulando attorno ad essa.
Lo stesso report calcola che dal 2013 nell’AI sono stati investiti 1,6 trilioni di dollari, superando tutti gli investimenti in boom tecnologici più recenti come quello delle dot-com tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000 o quello delle criptovalute tra la fine degli anni 2010 e l’inizio degli anni 2020. Si tratta di cifre che sono in grado di rimodellare completamente il mercato tecnologico internazionale.
Di tutto questo flusso di capitale che gravita attorno all’industria dell’AI, solo una parte marginale viene destinata allo sviluppo e al miglioramento di software, compresi i modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) su cui si basa la tecnologia, mentre la maggior parte è destinata alle infrastrutture che servono per alimentare il funzionamento dell’AI.

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