L’ordine esecutivo sull’intelligenza artificiale e la cybersicurezza che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe dovuto firmare giovedì 21 maggio alla Casa Bianca è stato rinviato all’ultimo momento. La cerimonia, attesa da settimane e alla quale erano stati invitati i CEO delle principali aziende tech, AI e cybersecurity, è saltata dopo che Trump ha dichiarato ai giornalisti: “Non mi piacevano alcuni aspetti del testo. L’ho posticipato. Stiamo guidando la corsa contro la Cina e non voglio fare nulla che possa ostacolare questo vantaggio”.
Secondo fonti come Axios e Reuters, il presidente avrebbe temuto che il provvedimento, pensato per regolamentare i rischi legati ai modelli AI avanzati, potesse soffocare l’innovazione o imporre vincoli eccessivi alle aziende statunitensi.
Il documento, che avrebbe introdotto un sistema di valutazione federale per i modelli AI prima del loro rilascio pubblico, era stato criticato anche da alcuni alleati repubblicani. Come riportato dal Washington Post, esperti di sicurezza informatica e AI, tra cui Vinh Nguyen (ex analista NSA e ora senior fellow al Council on Foreign Relations), hanno sottolineato che “valutare questi sistemi per i rischi cyber non è banale: serve competenza d’avanguardia in AI, talenti elite in cybersecurity e la capacità di aggiornare costantemente i parametri al passo con la tecnologia”. Trump, da parte sua, ha aggiunto che l’ordine “avrebbe potuto essere un ostacolo” per il settore, già in tensione tra la necessità di sicurezza e la volontà di mantenere il primato globale.
La decisione arresta temporaneamente un processo che avrebbe potuto segnalare un cambio di rotta nell’approccio dell’amministrazione all’AI, passando da una posizione di deregolamentazione a un controllo più stringente, in risposta alle crescenti preoccupazioni su minacce cyber, armi biologiche e sviluppo autonomo di sistemi intelligenti.
Mentre la Casa Bianca non ha ancora indicato una nuova data, il rinvio solleva domande su come gli USA intenderanno bilanciare competitività e sicurezza in un settore sempre più strategico, dove la Cina avanza rapidamente. Per ora, l’industria tech tira un sospiro di sollievo, ma l’attesa per un quadro normativo chiaro resta alta.

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