American AI Exports: l’iniziativa dell’amministrazione Trump per esportare più tecnologie AI statunitensi

Si tratta di un piano governativo per incentivare l'acquisto di tecnologie AI USA da parte degli stati alleati con un grande scopo finale: battere la Cina nella corsa all'AI

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American AI Exports: l’iniziativa dell’amministrazione Trump per esportare più tecnologie AI statunitensi

La corsa globale all’intelligenza artificiale ha una nuova mossa sul tavolo. L’amministrazione Trump ha lanciato il programma American AI Exports, un’iniziativa di governo che punta a finanziare con miliardi di dollari l’acquisto di tecnologie statunitensi di AI da parte di aziende e governi stranieri. L’obiettivo dichiarato è battere la Cina nella gara per dominare il settore AI a livello mondiale.

Il braccio operativo del piano è la Export-Import Bank degli Stati Uniti (EXIM), la banca pubblica per il commercio estero. L’istituto dispone di un tetto massimo di prestiti pari a 135 miliardi di dollari, di cui solo 34,1 miliardi attualmente impegnati, il che lascia oltre 100 miliardi di dollari di capacità finanziaria potenzialmente indirizzabile verso i progetti AI. Gli strumenti messi in campo sono concreti, come garanzie sui prestiti e assicurazioni per operazioni a medio termine, e prestiti diretti per contratti a lungo termine. Non si tratta di sussidi a pioggia, il Dipartimento del commercio dovrà approvare licenze specifiche per le tecnologie AI più sensibili, come i chip avanzati prodotti da Nvidia, prima che qualsiasi contratto di finanziamento possa essere finalizzato. Il documento ufficiale che descrive il programma è esplicito e afferma che la visione strategica retrostante all’ExportAI Initiative intende rafforzare la leadership USA nell’AI modernizzando gli strumenti finanziari dell’EXIM a supporto delle industrie del futuro.

Il programma si inserisce in una svolta netta di orientamento rispetto alla politica del predecessore Biden. L’amministrazione precedente aveva adottato un approccio isolazionista, limitando l’accesso globale ai chip AI più avanzati nel timore che potessero finire nelle mani di Pechino e rafforzarne le capacità militari. Trump sceglie la direzione opposta: non più restrizioni, ma promozione attiva delle esportazioni. I pacchetti tecnologici che le aziende potranno esportare coprono l’intera filiera, dall’hardware (chip, server, acceleratori), infrastrutture per data center, servizi cloud e networking, fino al software applicativo.

Il Sottosegretario al commercio William Kimmitt ha sintetizzato la filosofia del piano con una frase netta: “La leadership globale dell’America nell’AI dipende dalla nostra capacità di esportare la nostra intelligenza artificiale agli alleati nel mondo.” Sulla stessa linea il presidente dell’EXIM John Jovanovic: “Attraverso questa iniziativa stiamo liberando la potenza finanziaria dell’America per aiutare le nostre aziende a competere e vincere nella gara per definire la prossima generazione di AI, fondata sui valori e sulla tecnologia americana.” I possibili beneficiari di questa strategia commerciale sono i grandi nomi del settore: Nvidia e AMD per i chip, e colossi come Google, Microsoft, OpenAI e Meta per i modelli e i servizi

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