Apple incasserà più di un miliardo di dollari in commissioni dell’App Store dalle app di intelligenza artificiale generativa nel 2026. La stima arriva dalla società di analisi AppMagic, ripresa dal Wall Street Journal e da The Verge. I soldi non vengono dai modelli di Apple. Li pagano le aziende concorrenti.
Nel 2025 il totale era già vicino ai 900 milioni di dollari. Secondo AppMagic, circa tre quarti di quella cifra arrivano da ChatGPT, mentre Grok di xAI pesa per circa il 5%. Nel resto della torta ci sono Claude e Gemini. Le app si scaricano gratis, ma Apple trattiene una quota quando gli utenti sottoscrivono un abbonamento a pagamento dall’interno dell’app.
L’andamento mensile non è stato lineare. Si è passati da circa 35 milioni di dollari a gennaio 2025 a un picco di 101 milioni ad agosto. Poi i ricavi sono scesi, in parte perché i download di ChatGPT hanno rallentato. Il dato di agosto resta comunque quasi il triplo di quello di inizio anno.
Il meccanismo è semplice. La commissione standard è del 30% sugli abbonamenti nel primo anno e scende al 15% dal secondo. Gli abbonamenti partono spesso da 20 dollari al mese, quindi la quota di Apple cresce in fretta con milioni di utenti. Le app possono rimandare l’utente al proprio sito per abbonarsi, ma ChatGPT, per esempio, su web non offre alcuno sconto, e per l’utente l’App Store resta la strada più comoda.
Il contrasto con i concorrenti è evidente. Per il 2026 Apple ha indicato una spesa in infrastrutture IA di circa 13 miliardi di dollari, la più bassa tra i grandi gruppi. Amazon, Google e Meta prevedono invece rispettivamente 200, 180 e 122 miliardi. Apple punta sull’elaborazione sul dispositivo e su modelli di partner: Siri usa tecnologia sviluppata con Gemini di Google, a un prezzo non reso noto.
Il quadro non è privo di attriti. Apple ha bloccato gli aggiornamenti di alcune app di vibe coding, che permettono di creare web app fuori dall’App Store e mettono a rischio la commissione del 30%. Gli sviluppatori hanno inviato 557.000 nuove app nel 2025, il 24% in più dell’anno prima, e i tempi di revisione si sono allungati da ore a settimane. Secondo The Information, Apple starebbe valutando come ammettere le app con agenti IA.
La questione ora è quanto dura il vantaggio. Se i download dei chatbot continuano a rallentare, la crescita dei ricavi dipenderà dagli abbonamenti già attivi e dai nuovi servizi a pagamento. Apple ha già detto che le funzioni IA sui server avranno limiti d’uso, con accesso ampliato venduto più avanti. Il pedaggio sull’iPhone potrebbe presto avere un secondo casello.














