Jensen Huang difende i neocloud mentre CoreWeave e Nebius perdono il 30%

Il CEO di Nvidia Jensen Huang dice che la domanda di capacità dei neocloud è "off the charts" e che manca il capitale. Intanto CoreWeave, Nebius e Iren hanno perso oltre il 30% in ottobre.

Economia - Finanza 4 nov 2026

2 min.

Jensen Huang difende i neocloud mentre CoreWeave e Nebius perdono il 30%

Jensen Huang ha detto alla CNBC che la domanda per i neocloud è “off the charts”, fuori scala. Il CEO di Nvidia parla mentre il mercato dubita della tenuta finanziaria del settore. Secondo lui il problema non sono i clienti. Sono i soldi.

L’intervista è stata registrata a margine del GTC di Berlino, il 22 ottobre. Huang ha spiegato che a mancare è il capitale circolante per alimentare la crescita, perché la domanda attraversa troppi settori dell’AI e il capitale scarseggia. I neocloud sono aziende come CoreWeave, Iren e Nebius, che affittano capacità di GPU agli sviluppatori di AI. Huang ha anche indicato l’energia come limite, soprattutto in Europa, dove l’elettricità costa di più.

La sua proposta è stabilire il calcolo di Nvidia come “financeable asset”, cioè un bene che le banche accettino come garanzia, come accade con auto e case. L’idea arriva dopo il piano da 500 miliardi di dollari per finanziare l’AI che Nvidia ha annunciato ad agosto con fondi e banche come Apollo, BlackRock, Blackstone, Brookfield, Goldman Sachs e KKR. Il motivo è semplice: se i clienti trovano credito, ordinano più chip.

I mercati però guardano ai bilanci. CoreWeave, Nebius e Iren hanno perso ciascuna oltre il 30% del valore in ottobre, mentre gli obbligazionisti chiedevano a CoreWeave tassi da titolo in difficoltà. CoreWeave ha accumulato 35,6 miliardi di dollari di debito a giugno, secondo i documenti depositati, per finanziare l’espansione. Huang non l’ha nominata. Una settimana prima, parlando con Bloomberg, l’aveva difesa dicendo che la sua “forza migliora ogni giorno”.

Il quadro non è uniforme. Goldman Sachs ha alzato CoreWeave a “buy”, scrivendo che non tutti i neocloud sono uguali, e JPMorgan e Barclays citano prestiti garantiti dalle GPU e clienti investment grade come Microsoft e Meta. Il paragone più citato dagli analisti è la corsa alla fibra di fine anni Novanta, quando i gestori si indebitarono per un traffico che arrivò più tardi del previsto.

Huang ha toccato anche la Cina, dove ha detto che le regole americane hanno accelerato lo sviluppo locale dell’AI, e ha ribadito che Nvidia resta aperta a lavorare con partner cinesi, tra cui il produttore di memorie CXMT. Per l’Europa il messaggio è che servono molti più neocloud, ma con infrastrutture proprie.

Il prossimo test arriva il 17 novembre. Con i conti trimestrali Nvidia mostrerà se gli ordini reggono, e il mercato del credito dirà se i prestatori sono pronti a trattare i chip come garanzia. Da quei due dati dipende il ritmo con cui i data center AI verranno costruiti nei prossimi mesi.


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