Il nuovo rapporto dell’Associazione italiana di scienze regionali “Lombardia 2025 – Intelligenza Artificiale per la sostenibilità” ha messo in luce un quadro chiaro e articolato sul ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi di sviluppo sostenibile. Giunto alla sua nona edizione, il rapporto curato da esperti di scienze regionali analizza come l’AI generativa e predittiva possa contribuire agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030 nei campi dell’agricoltura, della salute, dell’istruzione e della pianificazione urbana.
Secondo gli analisti, la tecnologia può infatti aumentare l’efficienza delle coltivazioni, migliorare la prevenzione medica e ridurre gli sprechi, ma non mancano i rischi concreti di grande impatto. Tra questi, si segnala l’elevato consumo energetico e di risorse idriche associato ai grandi modelli di AI e il potenziale impatto occupazionale nei settori tradizionali. Nel 2025, ad esempio, l’energia richiesta dai data center di AI ha contribuito a far crescere la domanda elettrica globale e questa, entro il 2030, potrebbe quasi raddoppiare rispetto ai livelli attuali.
Il documento ribadisce l’urgenza di politiche pubbliche incisive, formazione continua e governance responsabile per bilanciare opportunità e criticità. “L’innovazione tecnologica deve essere guidata da criteri di trasparenza, utilità sociale e inclusione”, scrivono gli autori del rapporto, evidenziando come l’adozione di AI possa anche accelerare la transizione ecologica, ma solo se accompagnata da regole etiche e investimenti mirati.
Con il mercato italiano dell’AI che nel 2025 ha raggiunto un valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del 50% rispetto all’anno precedente, e un uso sempre più diffuso di soluzioni di AI nelle imprese, la sfida è ora trasformare queste tecnologie in strumenti concreti per la sostenibilità, riducendo al contempo il loro impatto ambientale e sociale.

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