Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, si è unito all’ultimo minuto alla delegazione del presidente statunitense Donald Trump in viaggio verso Pechino per un vertice di alto livello con il leader cinese Xi Jinping.
La notizia, confermata da Reuters e Bloomberg, ha sorpreso gli osservatori in quanto Huang non era nell’elenco iniziale dei dirigenti invitati, che includeva invece Elon Musk di Tesla e Tim Cook di Apple. Secondo fonti vicine alla Casa Bianca, Trump avrebbe chiamato personalmente Huang dopo aver notato la sua assenza dai media, invitandolo a salire sull’Air Force One durante una sosta in Alaska.
La presenza di Huang, e quindi di Nvidia, è oggi il simbolo della corsa globale all’intelligenza artificiale perché, com’è noto, i suoi chip avanzati, gli H200, sono al centro delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. A gennaio 2026, l’amministrazione Trump aveva già dato il via libera formale alla vendita di alcuni chip Nvidia in Cina, ma con restrizioni. La Cina, dal canto suo, ha bisogno di hardware all’avanguardia per lo sviluppo dell’AI, mentre gli USA cercano di mantenere un vantaggio strategico.
Il vertice di Pechino, in programma dal 13 al 15 maggio, si annuncia quindi come un’occasione per discutere non solo di commercio e dazi, ma anche di collaborazioni selettive in ambiti come l’AI e la finanza. Trump ha già anticipato che chiederà a Xi di “aprirsi” alle imprese statunitensi, mentre la delegazione statunitense, che include anche i CEO di BlackRock, Boeing e Meta, spera di concludere accordi che possano sbloccare nuove opportunità. La posta in gioco è alta. Dopo la tregua commerciale siglata a ottobre 2025, che ha sospeso i super-dazi per un anno, questo incontro potrebbe ridefinire gli equilibri tecnologici e economici tra le due superpotenze.

Cina, il 41% del mercato dei chip AI è in mano a produttori locali
Attualmente Nvidia rimane leader con una quota del 55%, ma…














