Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato l’atteso ordine esecutivo denominato Promoting Advanced Artificial Intelligence Innovation and Security, delineando la nuova strategia della Casa Bianca per governare i rischi dell’intelligenza artificiale avanzata.
La misura introduce una finestra di monitoraggio preventivo, invitando i colossi tecnologici della Silicon Valley, tra cui OpenAI, Google e Anthropic, a concedere al governo federale l’accesso ai propri modelli di frontiera fino a 30 giorni prima del rilascio pubblico. L’obiettivo primario è consentire agli esperti governativi di effettuare test approfonditi di cybersicurezza, per intercettare falle o potenziali minacce informatiche prima che i software finiscano nelle mani della concorrenza globale o di attori malintenzionati.
Questo provvedimento rappresenta una netta virata, seppur cauta, verso una forma di vigilanza statale. L’accelerazione della Casa Bianca è stata in gran parte dettata dai timori sollevati dai più recenti e potenti sistemi generativi, come il modello Claude Mythos di Anthropic, le cui spiccate abilità nel rintracciare in autonomia vulnerabilità informatiche hanno spaventato gli apparati di sicurezza nazionale. Tuttavia, per non compromettere il primato tecnologico statunitense, la partecipazione delle aziende rimarrà su base completamente volontaria. L’amministrazione ha esplicitamente escluso l’introduzione di sistemi vincolanti di licenze o visti governativi preventivi, i quali, secondo i funzionari, rischierebbero di rallentare la corsa tecnologica contro la Cina. Lo stesso Trump ha ribadito la priorità di non intralciare lo sviluppo statunitense: “Non voglio fare nulla che possa ostacolare la nostra leadership”, ha dichiarato, giustificando il precedente rinvio del testo per limare i punti più restrittivi.
Il testo finale è il risultato di intensi negoziati e compromessi con i vertici della Silicon Valley, giunto dopo che una prima bozza, che prevedeva un blocco di ben 90 giorni, era stata congelata a seguito delle forti pressioni di leader del settore come Elon Musk e Mark Zuckerberg. Nonostante la natura non obbligatoria dell’accordo, i giganti dell’AI hanno già confermato la propria disponibilità a collaborare attivamente. L’ordine include inoltre lo stanziamento di risorse per una rete di coordinamento cyber e un potenziamento dei sistemi informatici governativi.
L’accoglienza degli esperti è comunque divisa. Da un lato, Dean Ball, ex consigliere per l’AI della stessa amministrazione, ha definito l’ordine una “vittoria importante per il fronte della sicurezza”, leggendovi le fondamenta per una futura infrastruttura di controllo dei modelli. Dall’altro, diversi analisti internazionali rimangono scettici, avvertendo che una cornice basata solo sulla collaborazione volontaria potrebbe rivelarsi insufficiente di fronte ai ritmi straordinari e imprevedibili dell’evoluzione tecnologica.

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