Meta Platforms ha annunciato di voler concedere ai chatbot di intelligenza artificiale concorrenti l’accesso gratuito a WhatsApp per un mese, in una mossa che sa molto di tregua diplomatica. L’azienda di Mark Zuckerberg ha infatti fatto questa concessione nell’ambito di trattative con la Commissione europea per risolvere preoccupazioni antitrust, nel tentativo di scongiurare una pesante sanzione.
Un portavoce di Meta ha dichiarato: “Nell’ambito delle discussioni in corso con la Commissione europea, i chatbot basati sull’intelligenza artificiale per scopi generali che operano nello Spazio Economico Europeo avranno accesso gratuito all’API di WhatsApp Business per un mese”. Bruxelles ha accolto la notizia positivamente, definendola un passo nella giusta direzione.
Per capire come si è arrivati a questo punto bisogna tornare all’autunno scorso. Tutto è iniziato a metà ottobre 2025, quando Meta ha annunciato una modifica ai termini d’uso di WhatsApp Business che prevedeva il blocco dei chatbot di terze parti a partire dal 15 gennaio 2026, una mossa che ha subito fatto scattare l’allarme a livello europeo. La Commissione europea ha aperto un procedimento formale il 4 dicembre 2025, e il 9 febbraio 2026 ha confermato la violazione delle norme sulla concorrenza. Secondo la Commissione, questa decisione potrebbe configurare un abuso di posizione dominante, considerando che WhatsApp rappresenta uno dei principali punti di accesso ai consumatori europei, non solo per la comunicazione ma sempre più anche per gli strumenti di AI. A marzo Meta aveva cambiato strategia, introducendo delle commissioni per i provider di terze parti invece del ban totale, il che aveva però generato un secondo atto d’accusa da parte dei regolatori.
La partita, tuttavia, è tutt’altro che chiusa. Meta non ha nascosto il proprio disappunto: un portavoce dell’azienda ha sostenuto che l’antitrust UE starebbe usando il proprio potere per permettere ad alcune delle più grandi aziende al mondo di utilizzare gratuitamente il prodotto a pagamento WhatsApp Business, aggiungendo con una metafora colorita che “una piccola panetteria in Francia, che paga per ricevere ordini di croissant, finirebbe per pagare il conto a OpenAI”. Se la Commissione accertasse una violazione, le sanzioni potrebbero arrivare fino al 10% del fatturato annuo globale di Meta, una cifra di entità molto rilevante per uno dei colossi tecnologici più ricchi al mondo. Il mese di accesso gratuito offerto è dunque, al momento, un gesto di buona volontà in attesa di un accordo definitivo che potrebbe ridisegnare le regole del gioco nell’AI europea.
Oltre a questo, Meta è stata recentemente travolta da una protesta interna nata nelle sedi statunitensi. I dipendenti dell’azienda hanno infatti distribuito volantini negli uffici contro un software che traccia i movimenti del mouse, temendo sorveglianza e di addestrare l’AI che li sostituirà. Si tratta di una protesta che arriva a una settimana da licenziamenti del 10% del personale.

Meta, in arrivo 8.000 licenziamenti. Il motivo? Ridurre i costi per finanziare l'AI
"Progetti che in precedenza avrebbero richiesto grandi team ora vengono…














