Prosegue lo scontro Meta-UE: il colosso del tech non vuole cedere sulle politiche WhatsApp

La Commissione sta valutando l’adozione di misure provvisorie per costringere Meta a riaprire WhatsApp ai chatbot AI rivali senza restrizioni o costi aggiuntivi

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Prosegue lo scontro Meta-UE: il colosso del tech non vuole cedere sulle politiche WhatsApp

Meta si è recentemente trovata al centro di un’udienza cruciale a Bruxelles per difendersi dall’accusa di volere monopolizzare l’accesso ai chatbot di intelligenza artificiale su WhatsApp. La Commissione europea, dopo aver avviato un’indagine antistrust a dicembre 2025, ha accusato l’azienda di Mark Zuckerberg di aver modificato le proprie politiche per escludere i concorrenti dalla piattaforma.

Inizialmente, Meta aveva permesso solo al proprio assistente Meta AI di operare su WhatsApp, per poi aprire, a marzo 2026, a terze parti a pagamento, una mossa che ha scatenato la reazione dei regolatori europei.

L’udienza, durata quattro ore, ha visto la partecipazione di rappresentanti di aziende concorrenti come OpenAI e la startup francese Simone, oltre ai legali di Meta, tra cui Tim Lamb. La Commissione sta valutando l’adozione di misure provvisorie per costringere Meta a riaprire WhatsApp ai chatbot AI rivali senza restrizioni o costi aggiuntivi, in attesa di una decisione definitiva. Meta, dal canto suo, ha ribadito che le accuse sono infondate e che il modello a pagamento è necessario per sostenere i costi infrastrutturali. “Una piccola panetteria in Francia che paga per usare WhatsApp Business per prendere ordini di croissant si troverebbe a pagare il conto per OpenAI”, ha dichiarato un portavoce di Meta, sottolineando come le grandi aziende tech potrebbero beneficiare gratuitamente di un servizio pensato per le PMI.

Lo scontro risale a febbraio 2026, quando la Commissione aveva formalizzato un’addebito contro Meta per violazione delle regole sulla concorrenza, minacciando sanzioni fino al 10% del fatturato globale, circa 20 miliardi di dollari. Il mercato dei chatbot conversazionali, in rapida crescita, è considerato un campo di battaglia strategico e si stima che passerà da 17,97 miliardi di dollari nel 2026 a 82,46 miliardi nel 2034. Intanto, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana, precedendo l’azione della Commissione europea, aveva già ordinato a Meta di sospendere i nuovi termini di WhatsApp Business che escludevano i concorrenti, per evitare danni irreparabili alla concorrenza.

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