Era il 10 marzo del 1977 quando una preziosa statua lignea del XIV secolo raffigurante la Madonna con Bambino spariva dal Castello di Monselice, in provincia di Padova. Alta 121 centimetri e attribuita alla cerchia del maestro senese Francesco di Valdambrino, l’opera sembrava perduta per sempre. Quarantanove anni dopo, i Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Venezia l’hanno ritrovata a Zogno, in provincia di Bergamo, grazie a un alleato inaspettato: l’intelligenza artificiale.
A fare la differenza è stato S.W.O.A.D.S. (Stolen Works of Art Detection System), un sistema di AI sviluppato dai Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale capace di scandagliare in modo continuo il web, il deep web e i social network, confrontando le immagini trovate online con quelle archiviate nella banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti, il più grande archivio al mondo del genere con oltre 7 milioni di oggetti censiti. È stato proprio questo monitoraggio digitale a intercettare una pubblicazione scientifica online che descriveva la statua, innescando le verifiche che hanno portato al sequestro.
Nel 2024 questo sistema ha permesso di localizzare 63 opere d’arte provento di reato, e numeri raccontano una rivoluzione silenziosa nella lotta al traffico illecito d’arte. L’anno precedente, il 2023, grazie anche all’AI, il recupero di beni dai siti web è passato da 4.935 a 31.689. Un balzo straordinario, che dimostra come la tecnologia stia moltiplicando le capacità investigative delle forze dell’ordine. L’opera d’arte è ora tornata alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia.

Per la Corte Suprema degli USA non può esserci diritto d'autore sulle opere d'arte create con AI
In una sentenza fondamentale la Corte ha replicato l'orientamento emerso…














