I ricavi AI di SpaceX aumenteranno di cento volte: le previsioni di Goldman Sachs sull’azienda di Musk prossima all’IPO

Secondo le stime, entro la fine del decennio l'AI genererà da sola oltre il 65% del fatturato complessivo di SpaceX, stimato a 474 miliardi di dollari, lasciando a Starlink un ruolo secondario

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I ricavi AI di SpaceX aumenteranno di cento volte: le previsioni di Goldman Sachs sull’azienda di Musk prossima all’IPO

Il countdown per lo sbarco a Wall Street di SpaceX è ufficialmente iniziato, e i numeri emersi dietro le quinte stanno lasciando a bocca aperta analisti e investitori di tutto il mondo. In vista del debutto sul Nasdaq, previsto per il prossimo 12 giugno con il ticker SPCX, la banca d’affari Goldman Sachs ha svelato proiezioni finanziarie a dir poco sbalorditive. Secondo un documento confidenziale rivelato dal Financial Times, il motore della valutazione record da 1.750 miliardi di dollari richiesta da Elon Musk non sarà soltanto l’invidiabile flotta di razzi riutilizzabili o la costellazione satellitare Starlink.

A trainare l’azienda sarà una crescita esplosiva del comparto dell’intelligenza artificiale, i cui ricavi sono stimati in aumento di ben 100 volte nei prossimi cinque anni, passando dai 3,2 miliardi di dollari previsti per il 2025 all’astronomica cifra di 322 miliardi di dollari entro il 2030. Un balzo verticale che inizierà già nel 2026 con un incremento del 388% (pari a 15,6 miliardi), per poi toccare i 34,5 miliardi nel 2027.

Questa accelerazione senza precedenti trova le sue radici strategiche nella recente fusione avvenuta a febbraio tra SpaceX e xAI, la startup di AI fondata dallo stesso Musk e celebre per il chatbot Grok. L’integrazione ha radicalmente trasformato il profilo del gruppo, trasformandolo da leader dell’aerospazio a un colosso tecnologico multisettoriale. Secondo i prospetti informativi legati alla mega-IPO, con cui la compagnia mira a raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, la cifra più alta nella storia dei mercati statunitensi, il mercato potenziale totale per la divisione AI di SpaceX è stimato a 26,5 mila miliardi di dollari. Si tratta di una torta finanziaria che ridimensiona drasticamente i pur redditizi business di Starlink, il cui mercato di riferimento si ferma a circa 2 mila miliardi, e la divisione dei lanci spaziali. Entro la fine del decennio, l’AI genererà da sola oltre il 65% del fatturato complessivo di SpaceX, stimato a 474 miliardi di dollari, lasciando a Starlink un ruolo secondario con soli 144 miliardi di ricavi.

L’ottimismo di Goldman Sachs riflette la massiccia ondata di investimenti che sta spingendo i mercati azionari a livelli record, ma solleva anche non pochi interrogativi tra gli esperti del settore più cauti. Molti osservatori fanno notare che, per giustificare una simile capitalizzazione e centrare gli obiettivi fissati al 2030, la famiglia di modelli Grok dovrà non solo colmare il divario tecnico attuale, ma superare laboratori di frontiera consolidati come OpenAI, Google e Anthropic in segmenti critici come la cybersicurezza e lo sviluppo di agenti autonomi.

Inoltre, i dati di bilancio mostrano che l’operazione non è priva di rischi. SpaceX ha chiuso il primo trimestre dell’anno con una perdita netta di 4,28 miliardi di dollari, zavorrata proprio dalle ingenti spese di ricerca e sviluppo nell’AI, stimate in circa 2,5 miliardi a trimestre. La scommessa di Musk è chiara: chiedere al mercato di valutare SpaceX non sulle metriche attuali, ma sulle infinite e ancora inesplorate potenzialità della futura infrastruttura algoritmica globale.

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