Google tratta con SpaceX per sviluppare data center da lanciare in orbita

Google valuta accordi anche con altri fornitori ma SpaceX resta il partner ideale vista l'esperienza nel campo

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Google tratta con SpaceX per sviluppare data center da lanciare in orbita

Google e SpaceX stanno trattando per lanciare data center in orbita, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal e confermato da altre fonti come Reuters e Bloomberg. Il progetto, chiamato Project Suncatcher, prevede la collaborazione tra il gigante di Mountain View e la società di Elon Musk per collocare infrastrutture computazionali nello spazio, con l’obiettivo di supportare la crescente domanda di risorse per l’intelligenza artificiale.

Google starebbe valutando anche accordi con altri fornitori di lanci, come Planet, ma SpaceX resta il partner più quotato grazie alla sua esperienza nel settore spaziale e alla recente fusione con xAI, la società di AI di Musk, ora parte di un gruppo valutato 1.250 miliardi di dollari.

La corsa ai data center orbitali non è solo una questione tecnologica, ma anche economica e strategica. SpaceX, in particolare, vede in questo settore un motore chiave per la sua imminente IPO, prevista per il 2026, che potrebbe essere una delle più grandi della storia. Elon Musk ha recentemente annunciato un investimento di 55 miliardi di dollari per costruire un impianto di produzione di chip in Texas, destinato a supportare sia l’AI che i data center spaziali, con l’obiettivo di raggiungere 1 terawatt di potenza computazionale nello spazio nei prossimi anni. Anche Anthropic ha già siglato un accordo con SpaceX per utilizzare la capacità computazionale del data center Colossus 1 a Memphis, accesso a oltre 300 megawatt di potenza e 220.000 chip Nvidia.

L’iniziativa di Google e SpaceX si inserisce in un contesto di competizione globale per lo sviluppo di infrastrutture AI sempre più potenti e sostenibili. Secondo Sundar Pichai, CEO di Google, i data center spaziali potrebbero diventare lo standard per l’espansione delle infrastrutture computazionali nei prossimi dieci anni, grazie all’energia solare illimitata e alla riduzione dell’impatto ambientale sulla Terra. Tuttavia, la strada è ancora lunga, perché le sfide tecnologiche e i costi elevati rendono il progetto estremamente ambizioso, ma anche molto complesso da realizzare.


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