Google avrebbe violato le proprie linee guida etiche nel 2024 fornendo supporto a un appaltatore militare israeliano per analizzare filmati di droni, secondo quanto emerge da una denuncia confidenziale presentata alla Securities and Exchange Commission (SEC) da un ex dipendente dell’azienda e rivelata recentemente dal Washington Post.
La richiesta di assistenza proveniva da un indirizzo email delle forze di difesa israeliane (IDF) e chiedeva aiuto per rendere l’intelligenza artificiale di Gemini più affidabile nell’identificare oggetti come droni, veicoli blindati e soldati nei filmati aerei. Il nome sulla richiesta corrisponderebbe a quello di un dipendente di CloudEx, azienda tecnologica israeliana che secondo la denuncia lavora come appaltatore per l’IDF. Il personale della divisione cloud di Google ha risposto fornendo suggerimenti ed effettuando test interni nonostante le politiche pubbliche dell’azienda vietassero all’epoca l’uso dell’AI per armi o sorveglianza.
La vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni interne a Google. Nel 2021 Google e Amazon hanno ottenuto un contratto da 1,2 miliardi di dollari con il governo israeliano chiamato Project Nimbus, che ha scatenato proteste tra i dipendenti. Nell’aprile 2024, Google ha licenziato oltre 50 lavoratori dopo che questi avevano organizzati dei sit-in negli uffici aziendali per chiedere la fine della collaborazione con il governo israeliano.
L’azienda sostiene che il suo lavoro per Israele “non è diretto a carichi di lavoro classificati o militari rilevanti per armi o servizi di intelligence”. Tuttavia, nel febbraio 2025 Google ha aggiornato le sue politiche sull’AI rimuovendo gli impegni a non applicare la tecnologia ad armi o sorveglianza, motivando la decisione con la necessità di aiutare i governi democratici nella competizione globale per il dominio dell’AI.
La denuncia del whistleblower solleva interrogativi sulla responsabilità delle big tech nel settore della difesa. L’ex dipendente, rimasto anonimo, ha dichiarato: “Molti dei miei progetti in Google sono passati attraverso il loro processo interno di revisione etica dell’AI… Ma quando si trattava di Israele e Gaza, sembrava che venisse applicato uno standard completamente diverso”.
Google ha respinto le accuse, sostenendo che l’account in questione aveva una spesa mensile di poche centinaia di dollari e che il supporto fornito non ha violato i principi dell’azienda. La guerra tra Israele e Hamas, che si inserisce nel più ampio conflitto israelo-palestinese ed è scoppiato dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023 che hanno causato circa 1.200 morti israeliani, ha provocato oltre 71.000 vittime palestinesi.
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