Gli USA hanno arruolato (letteralmente) membri di OpenAI, Meta e Palantir per rendere l’esercito “più letale”

Quattro nomi di spicco della Silicon Valley sono stati nominati tenenti colonnelli dell'esercito degli Stati Uniti per semplificare la consulenza bellica in AI.

Difesa 23 giu 2025

2 min.

Gli USA hanno arruolato (letteralmente) membri di OpenAI, Meta e Palantir per rendere l’esercito “più letale”

La Silicon Valley ha inaugurato una nuova svolta significativa nel rapporto con la Difesa degli Stati Uniti: il Detachment 201, conosciuto come Executive Innovation Corps, ha nominato ufficiali quattro tra i più influenti dirigenti tecnologici del panorama mondiale. Parliamo di Shyam Sankar (CTO di Palantir), Andrew “Boz” Bosworth (CTO di Meta), Kevin Weil (Chief Product Officer di OpenAI) e Bob McGrew (ex direttore della ricerca di OpenAI ora advisor presso Thinking Machines Lab).

Il 13 giugno 2025, durante la cerimonia ufficiale svoltasi a Joint Base Myer–Henderson Hall, in Virginia, i quattro sono entrati nella Riserva dell’esercito come tenenti colonnelli. Un grado elevatissimo, di norma raggiunto dopo decenni di carriera militare. Ma in questo caso, la nomina è avvenuta con la tecnica della direct commission, un percorso privilegiato riservato a figure con competenze d’élite che, in passato, ha interessato medici o esperti tecnici.

Non si tratta di militari a tempo pieno. Non affronteranno le tradizionali sei‑sette‑settimane di addestramento. Invece, trascorreranno circa due settimane in un “boot camp light”, imparando tiro, fitness e le basi della vita in caserma, per poi dedicare circa 120 ore l’anno a ruoli di consulenza diretta, anche da remoto.

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L’obiettivo è duplice. Da un lato, il Pentagono punta a integrare competenze avanzate in campi come AI, machine learning, realtà virtuale, ipersonici e cybersicurezza; dall’altro, mira a velocizzare e modernizzare i processi di approvvigionamento tecnologico nella cornice della Army Transformation Initiative, una missione dichiarata per rendere l’esercito “più snello, intelligente e letale”, come riporta letteralmente il comunicato della Difesa.

Nel rapporto con il settore bellico, è in atto un cambiamento culturale radicale nel tech americano e mondiale. Soltanto pochi anni fa, aziende come Google rifiutavano contratti strategici con la Difesa militare degli Stati Uniti, una posizione che è cambiata all’inizio di questo 2025. OpenAI collabora già con il Pentagono da tempo e pochi giorni fa ha stretto un accordo milionario. E tra i big tecnologici che stanno dimostrando un avvicinamento al mondo della Difesa bellica qualcuno c’è anche in Europa, su tutti Daniel Ek, il fondatore di Spotify, che ha investito in droni militari AI.


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