Amazon ha ottenuto una linea di credito da 17,5 miliardi di dollari e lo ha fatto attraverso un deposito alla Securities and Exchange Commission datato 8 giugno. L’accordo coinvolge Citibank e oltre una dozzina di altri istituti finanziari, con una struttura definita “delayed draw term loan” che prevede che Amazon non incassi tutto subito, ma possa attingere ai fondi man mano che ne ha bisogno.
Secondo un portavoce della società citato da Bloomberg, i proventi serviranno a “sostenere investimenti aziendali, finanziare future spese in conto capitale e rimborsare debiti”. Il prestito è arrivato appena due giorni dopo che Amazon aveva già raccolto 14 miliardi di dollari attraverso un’emissione obbligazionaria in Canada, portando il totale dei nuovi finanziamenti a circa 31,5 miliardi di dollari nel giro di 48 ore.
La cifra va letta nel contesto di un piano di spesa che non ha precedenti nella storia dell’industria tecnologica. Amazon ha annunciato di voler investire circa 200 miliardi di dollari in spese di capitale nel 2026, destinati principalmente a data center e chip personalizzati per l’intelligenza artificiale. Una notizia che, al momento della sua divulgazione, aveva fatto precipitare il titolo fino al 10% nell’after-hours.
Nel solo primo trimestre 2026, le spese in conto capitale hanno già raggiunto 44,2 miliardi di dollari, contro i 25 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, e il flusso di cassa libero su base annua è crollato a 1,2 miliardi da 25,9 miliardi. A difendere la strategia ci ha pensato il CEO Andy Jassy, che a maggio ha dichiarato alla CNBC: “Di fronte a trasformazioni così profonde, è giusto puntare in grande”, paragonando l’attuale momento all’epoca dei primi investimenti in AWS. Jassy ha anche ricordato che la piattaforma Bedrock, usata dagli sviluppatori per costruire applicazioni basate su modelli di AI, ha registrato una crescita della spesa dei clienti del 170% trimestre su trimestre, aggiungendo di non aver “mai visto una tecnologia crescere così rapidamente come l’AI”.
Il quadro, però, non è privo di ombre. Il titolo Amazon ha perso circa il 2,3% nella sessione del 10 giugno, con gli investitori preoccupati dall’impatto che i costi crescenti stanno avendo sul flusso di cassa. Gli analisti sottolineano che la linea di credito garantisce ad Amazon margine di manovra per espandere l’infrastruttura AI e la capacità di AWS senza intaccare le riserve liquide principali, ma la domanda che rimane aperta è se i ritorni giustificheranno mai la portata di questa scommessa. Morgan Stanley stima che l’emissione di debito legata all’AI raggiungerà i 570 miliardi di dollari nel 2026, trainata dagli investimenti infrastrutturali di Amazon e delle altre grandi piattaforme cloud.

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