Il Garante per la protezione dei dati personali ha inviato una formale richiesta di informazioni al Centro Nazionale Opere Salesiane Scuola, l’ente che coordina il progetto Go Beyond Traditional Education, una sperimentazione strutturata di intelligenza artificiale generativa nelle attività didattiche che coinvolge oltre 1.600 docenti e quasi 29.000 studenti.
L’iniziativa, attiva da due anni, utilizza strumenti basati sulla piattaforma Google e ha già animato oltre 1.800 attività in aula, con l’obiettivo dichiarato di aumentare del 40% la personalizzazione dei percorsi formativi e portare al 100% la quota di insegnanti certificati nell’uso educativo dell’AI. Un esperimento ambizioso, forse fin troppo rapido rispetto alla cornice normativa ancora in costruzione.
Il CNOS dovrà fornire riscontro entro 20 giorni, indicando le valutazioni effettuate prima dell’avvio del progetto, le modalità di trattamento dei dati personali di studenti e personale, gli istituti partecipanti, i fornitori delle tecnologie impiegate e l’eventuale svolgimento di una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati. L’intervento del Garante non ha natura sanzionatoria, almeno per ora, ma è un segnale chiaro sul fatto che prima di fare sperimentazione su decine di migliaia di minori, le regole vanno rispettate. I salesiani hanno risposto con toni distensivi. In un comunicato ufficiale del 3 giugno, il CNOS ha definito la richiesta “pienamente legittima”, accogliendola come espressione della funzione di vigilanza prevista dalla legge, e ha assicurato una risposta “puntuale e documentata” in piena collaborazione con l’Autorità.
Il caso salesiano è però solo la punta dell’iceberg. Il Garante ha ricordato esplicitamente che la normativa sulla privacy si applica allo stesso modo ai soggetti pubblici e privati impegnati nell’erogazione di servizi educativi e didattici, e quindi il messaggio è rivolto a tutti gli istituti italiani che stanno adottando strumenti di AI in aula.
Il nodo centrale è il quadro normativo europeo. In base all’AI Act, la scuola è classificata come settore ad alto rischio e richiede misure di tutela particolarmente stringenti, ma l’operatività delle relative disposizioni, fissata per il 2 agosto 2026, sembra destinata a un lungo rinvio. Il vuoto normativo non significa però assenza di regole, visto che il GDPR è già pienamente in vigore e impone valutazioni d’impatto, basi giuridiche chiare per il trattamento dei dati, informative specifiche a studenti e famiglie e procedure per contestare le decisioni automatizzate.

UK, l'allarme degli esperti: l'AI mina le capacità intellettuali delle nuove generazioni
Il fenomeno, definito "offloading cognitivo", è il risultato della delega…














