AMD ha annunciato un accordo con Anthropic che combina un impegno azionario fino a 5 miliardi di dollari con una delle commesse hardware più grandi mai firmate nel settore AI: 2 gigawatt di GPU Instinct MI450 da installare nei sistemi rack-scale Helios. Il primo gigawatt partirà nella prima metà del 2027. Il secondo seguirà, senza una data ufficiale comunicata.
Sul piano tecnico, Anthropic non compra singoli acceleratori ma un sistema integrato. I rack Helios montano GPU MI455X — punta di diamante della serie MI450 — abbinate a CPU EPYC “Venice”, rete Pensando e software ROCm. Ogni rack contiene 72 acceleratori, 31 terabyte di memoria HBM4 e fino a 2,9 exaFLOP FP4 di capacità di inferenza. AMD non vende componenti: vende infrastruttura completa. La destinazione d’uso è chiara — training e inferenza dei modelli Claude — e costruisce su una collaborazione già in corso: il comunicato ufficiale ha confermato per la prima volta che Anthropic usa già le GPU MI355X di generazione attuale, un dettaglio rimasto riservato fino a ieri.
L’investimento azionario di AMD in Anthropic è condizionato al raggiungimento di specifiche soglie di deployment, anche se le due aziende non hanno reso pubblici i dettagli delle condizioni. La struttura è insolita: AMD diventa contemporaneamente fornitore e azionista del cliente. Con OpenAI, la direzione era opposta — fu OpenAI a ricevere warrant su circa il 10% delle azioni AMD in cambio di un ordine da 6 gigawatt. Con Anthropic, i ruoli si invertono. Il meccanismo riflette una tendenza più ampia: i produttori di chip non si limitano a vendere hardware, ma entrano nel capitale dei grandi laboratori AI per assicurarsi posizioni strategiche a lungo termine.
Perché Anthropic ha bisogno di tutto questo? La risposta è nella pressione della domanda. Ad aprile la società aveva già ammesso che la crescita delle richieste sui modelli Claude aveva generato quella che definì “inevitabile tensione” sull’infrastruttura, con impatti su affidabilità e prestazioni nei momenti di picco. L’accordo con AMD si aggiunge a una lista che include già Google, Amazon, SpaceX e TeraWulf. Anthropic ha impegnato oltre 100 miliardi di dollari in tecnologie AWS su dieci anni e paga a SpaceX 1,25 miliardi al mese per l’intero data center Colossus 1 di Memphis. La diversificazione dell’hardware non è una scelta tattica: è una necessità operativa. Come ha dichiarato Tom Brown, co-fondatore e chief compute officer di Anthropic: “l’accesso alla capacità di calcolo è centrale per mantenere Claude alla frontiera.”
L’accordo include anche una collaborazione ingegneristica pluriennale con un elemento che merita attenzione: Claude verrà usato per ottimizzare i workload sulle GPU Instinct e per accelerare lo sviluppo di ROCm, il layer software con cui AMD tenta da anni di erodere il vantaggio di CUDA. È qui che il deal acquisisce una dimensione diversa. ROCm è il punto debole storico di AMD nell’AI: CUDA ha vent’anni di strumenti, documentazione e abitudini degli sviluppatori. Hardware più veloce, da solo, non chiude quel divario. Usare un modello AI per accelerare lo sviluppo del software potrebbe essere, sul medio termine, la parte più rilevante di questo accordo — più dei 5 miliardi e più dei 2 gigawatt.
Se la strategia funziona, AMD consolida la sua posizione come alternativa credibile a Nvidia nel mercato dei chip per AI frontier — un mercato dove fino a poco tempo fa era difficile anche solo essere presi in considerazione. Anthropic, nel frattempo, si avvicina a una valutazione di quasi mille miliardi di dollari e starebbe valutando un’IPO già quest’autunno. I pezzi si incastrano: più hardware, più partnership, meno dipendenza da un singolo fornitore. Quello che resta da vedere è se l’esecuzione reggerà alla scala promessa.