Perplexity userà il processore Vera di Nvidia nei propri sistemi di produzione. Lo ha confermato martedì Nate Kupp, vice president per l’infrastruttura enterprise della startup, dopo test interni che hanno mostrato risultati netti: Vera ha completato task di coding per agenti AI circa 1,5 volte più velocemente dei tradizionali processori x86, e ha avviato ambienti sandbox paralleli fino a 1,9 volte più rapidamente.
I test non erano benchmark astratti. Perplexity ha sottoposto Vera a carichi di lavoro reali: clonazione di repository di codice, esecuzione di suite di test in sandbox isolati. Esattamente il tipo di operazioni che un sistema di ricerca AI esegue centinaia di milioni di volte al mese — la startup gestisce oggi oltre 400 milioni di query mensili, ognuna delle quali transita attraverso una pipeline di inferenza che da tempo si appoggia all’hardware Nvidia, tra cui le GPU H100. Kupp ha descritto Vera come “una soluzione perfettamente adatta ai carichi di lavoro principali” dell’azienda, con particolare riferimento alle prestazioni single-thread, decisive per le operazioni degli agenti AI.
Il motivo tecnico di questa preferenza è nell’architettura stessa del chip. Vera monta 88 core proprietari Olympus, costruiti su un singolo die monolitico a 3 nm, con 1,2 TB/s di banda di memoria in tecnologia LPDDR5X e 3,4 TB/s di banda interna tra i core. A differenza dei processori x86 come AMD EPYC e Intel Xeon — che aggregano più chiplet con latenze inter-die inevitabili — Vera mantiene latenza uniforme e prevedibile su tutti i core. Gli agenti AI lavorano in modo sequenziale: eseguono codice, interrogano database, gestiscono chiamate a strumenti esterni. Quel tipo di lavoro dipende dalla velocità del singolo thread, non dal numero grezzo di core. Ed è esattamente lì che Vera è stato progettato per eccellere.
La posta in gioco è alta. Nvidia punta a raggiungere 20 miliardi di dollari di ricavi da Vera entro la fine del proprio anno fiscale, e si posiziona come sfidante diretto in un mercato dei processori server da 200 miliardi di dollari storicamente controllato da Intel e AMD. I benchmark indipendenti di Phoronix — condotti su un sistema pre-produzione — hanno confermato che Vera è il processore ARM con la competitività più alta mai registrata contro i CPU x86_64, con un vantaggio di 1,6 volte rispetto alla generazione precedente Grace. Redpanda ha rilevato latenze fino a 5,5 volte inferiori rispetto ad AMD EPYC Turin nei carichi di streaming in tempo reale. Va detto che gran parte di questi numeri proviene da Nvidia stessa o da partner selezionati: test indipendenti su scala reale restano ancora limitati, e i dati vanno letti come il tetto della promessa, non come la certezza della resa in produzione.
Perplexity non è il solo early adopter. Tra i nomi che hanno già annunciato l’adozione di Vera figurano Anthropic, OpenAI, Oracle Cloud Infrastructure e SpaceXAI. Dell, HPE, Lenovo e Supermicro costruiranno sistemi standalone basati su Vera, il primo processore server non-x86 offerto dai principali produttori di infrastruttura. La distribuzione in volumi è attesa nella seconda metà del 2026. Per Perplexity, la scelta ha anche una dimensione economica diretta: CPU più veloci significano più query servite per lo stesso budget hardware, o margine risparmiato senza aumentare i prezzi agli utenti.
Se gli agenti AI diventeranno la quota dominante del lavoro nei data center — come molti segnali suggeriscono — il CPU runtime che li ospita diventa un asset strategico. Nvidia lo sa. Finora Intel e AMD hanno tenuto quella posizione per inerzia, con processori nati prima dell’era degli agenti. Vera è il primo tentativo serio di scalzarli con un chip costruito esplicitamente per quel contesto. La risposta di Intel e AMD sarà il vero test del mercato.














