Mercoledì il Senato della Repubblica italiana ha approvato in via definitiva la legge quadro sull’intelligenza artificiale. Con questo provvedimento l’Italia diventa il primo paese dell’Unione europea a poter vantare una regolamentazione completa sull’AI in linea con i principi affermati dall’AI Act europeo.
La legge emanata dal governo è suddivisa in sei macro aree, basate su diversi principi cardine, su tutti centralità umana, trasparenza e sicurezza, innovazione e tutela della privacy. Il provvedimento delega inoltre il governo ad emanare decreti legislativi nel campo dell’AI e istituisce il Comitato di coordinamento delle attività di indirizzo su enti, organismi e fondazioni che operano nel campo dell’innovazione digitale e dell’intelligenza artificiale, e designa l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) e l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) quali Autorità nazionali competenti.
Dal punto di vista pratico, la legge introduce una serie di norme intersettoriali. In campo sanitario, ad esempio, è stato stabilito che in determinate condizioni l’AI può essere di supporto al processo di cura, ma è necessario che ai medici venga sempre lasciata la decisione finale e che i pazienti interessati siano adeguatamente informati. Nei luoghi di lavoro, la legge impone che i datori informino i dipendenti quando l’AI viene utilizzata e che vi sia un’adeguata formazione in merito.
La legge interviene anche contro i deepfake, la frode e il furto di identità mediato da AI. In questi casi le pene sono state rese più severe, con detenzione da uno a cinque anni se le attività illegali hanno causato eventuali danni. Sul diritto d’autore il provvedimento prevede che le opere create con AI siano protette se derivano da uno sforzo intellettuale, mentre l’estrazione di testo e dati basata sull’intelligenza artificiale è consentita solo per contenuti non protetti da copyright o per la ricerca scientifica condotta da istituzioni autorizzate.
Il provvedimento autorizza inoltre fino a un miliardo di euro da un fondo di capitale per investimenti in aziende attive nei settori dell’AI, della sicurezza informatica, delle tecnologie quantistiche e delle telecomunicazioni. Alessio Butti, sottosegretario alla trasformazione digitale e responsabile del provvedimento, ha affermato che la legge “riporta l’innovazione nel perimetro dell’interesse pubblico, orientando l’intelligenza artificiale verso la crescita, i diritti e la piena tutela dei cittadini”.
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