Il dato è concreto e difficile da ignorare: le piccole e medie imprese italiane che usano l’intelligenza artificiale risparmiano in media 5,2 ore a settimana per lavoratore, pari a oltre 270 ore all’anno. È quanto emerge dalla nuova ricerca di OpenAI, presentata a Milano in occasione di un evento dedicato alle PMI, organizzato insieme a Confartigianato Imprese e Booking.com.
Lo studio, condotto su un campione di 1.000 decisori aziendali italiani, fotografa un settore in rapida evoluzione, in cui il 79% degli intervistati dichiara già di usare strumenti di AI nel lavoro quotidiano, con picchi del 91% nelle medie imprese e una quota più bassa, il 68%, tra i lavoratori autonomi.
Il tema non è nuovo, ma i numeri iniziano a farsi più precisi. Secondo l’Osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano, nel 2025 il mercato italiano dell’AI ha raggiunto 1,8 miliardi di euro, con una crescita del 50% rispetto all’anno precedente. Una ricerca condotta da Sibill e Astraricerche su 500 PMI italiane conferma il trend: l’81% delle piccole e medie imprese utilizza già strumenti di AI, e circa il 60% dichiara di risparmiare almeno cinque ore a settimana per persona. Il tempo guadagnato non viene sprecato: stando ai dati OpenAI, il 38% lo reinveste nel miglioramento di prodotti e servizi, il 26% in attività creative e il 25% nella pianificazione strategica. Come ha dichiarato Rino Mura, responsabile delle partnership relative a Europa Medio Oriente e Africa, di OpenAI: “L’opportunità reale per le PMI non è sostituire ciò che le rende uniche, ma ridurre gli attriti: semplificare le attività di routine e liberare tempo da dedicare alle aree in cui contano di più le competenze specifiche e il rapporto con i clienti”.
Eppure, sotto la superficie ottimista, restano alcuni nodi da sciogliere. Solo il 37% delle PMI intervistate da OpenAI dispone di una policy formale sull’uso dell’AI, e le barriere principali sono formazione insufficiente (27%), preoccupazioni sulla privacy (27%) e mancanza di tempo (18%). La situazione è chiara, l’AI è utilizzata, ma spesso in modo poco strutturato, e il passaggio da un uso tattico a uno strategico è ancora in corso. Per colmare questo divario, OpenAI ha lanciato lo SME AI Accelerator, un programma di formazione pratica erogato sia in presenza sia attraverso l’OpenAI Academy, pensato per accompagnare le imprese, senza richiedere competenze tecniche pregresse, verso un utilizzo più strutturato e quotidiano dell’AI.

Il 35% delle piccole e medie imprese italiane utilizza intelligenza artificiale nei processi produttivi
Automatizzazione di compiti ripetitivi, analisi dati e miglioramento delle decisioni…














