OpenAI ha ritirato alcuni modelli desueti di ChatGPT per concentrarsi su quelli più utilizzati

L'azienda ha ritirato GPT-5, GPT-4o, GPT-4.1, GPT-4.1 mini e o4-mini. Ad agosto 2025 una decisione analoga aveva lasciato interdetti numerosi utenti

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OpenAI ha ritirato alcuni modelli desueti di ChatGPT per concentrarsi su quelli più utilizzati

OpenAI ha ufficialmente ritirato diversi modelli ChatGPT tra cui GPT-5, GPT-4o, GPT-4.1, GPT-4.1 mini e o4-mini. La decisione, già annunciata all’inizio del mese, riguarda solo ChatGPT e non impatta per ora l’API dell’azienda. Secondo i dati della società, solo lo 0,1% degli utenti continuava a scegliere GPT-4o quotidianamente, con la stragrande maggioranza passata ai più recenti GPT-5.1 e GPT-5.2. OpenAI giustifica la scelta con la necessità di concentrare le risorse sui modelli più utilizzati, ma la storia di GPT-4o è particolarmente complessa e merita un’attenzione speciale.

GPT-4o aveva infatti già affrontato un tentativo di accantonamento nell’agosto 2025, durante il lancio di GPT-5, ma l’azienda lo ripristinò dopo aver ricevuto feedback chiari da un gruppo di utenti Plus e Pro che ne preferivano lo stile conversazionale caloroso, particolarmente apprezzato per l’ideazione creativa. Il modello era stato anche criticato per un comportamento definito “sycophantic” (eccessivamente compiacente), portando OpenAI a ritirare un aggiornamento nell’aprile 2025 dopo che gli utenti segnalarono la tendenza del modello ad acconsentire anche quando erano in errore, con le note pericolosità di un simile atteggiamento.

In quell’occasione il CEO Sam Altman aveva riconosciuto di aver sottovalutato l’attaccamento emotivo degli utenti, arrivando a dichiarare che le relazioni con i chatbot rappresentano qualcosa di cui preoccuparsi maggiormente e non più un concetto astratto. Successivamente OpenAI ha incorporato il feedback ricevuto nei nuovi modelli GPT-5.1 e GPT-5.2, migliorando personalità, supporto alla creatività e modalità di personalizzazione delle risposte, con controlli particolari su calore ed entusiasmo.

Sappiamo che perdere l’accesso a GPT-4o risulterà frustrante per alcuni utenti, e non abbiamo preso questa decisione alla leggera” ha affermato l’azienda. Il caso solleva interrogativi sull’equilibrio tra innovazione tecnologica e dipendenza emotiva dall’intelligenza artificiale, un tema destinato a diventare sempre più rilevante man mano che questi strumenti si integrano nella vita quotidiana.

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