Uber e Pony.ai portano i robotaxi Gen-7 a Londra nelle prossime settimane

Uber e la cinese Pony.ai inizieranno a testare i robotaxi di settima generazione a Londra nelle prossime settimane, secondo città europea dopo Zagabria. La mossa rientra nel piano di dispiegare oltre 2.000 veicoli autonomi in cinque città europee.

Robotica - Trasporti 13 ott 2026

2 min.

Uber e Pony.ai portano i robotaxi Gen-7 a Londra nelle prossime settimane

Uber e la cinese Pony.ai porteranno i robotaxi di settima generazione sulle strade di Londra nelle prossime settimane. L’annuncio è arrivato l’8 ottobre, confermando che Londra sarà la seconda città europea in cui le due aziende collaborano dopo Zagabria, dove il servizio è partito ad agosto 2026.

I veicoli coinvolti sono i Gen-7 di Pony.ai, gli stessi già impiegati nella capitale croata. A Zagabria il modello operativo prevede tre ruoli distinti: Pony.ai fornisce il sistema di guida autonoma e il robotaxi Arcfox Alpha T5, sviluppato con il costruttore cinese BAIC; Verne, startup fondata dal CEO di Rimac Group Mate Rimac, possiede e gestisce la flotta; Uber mette a disposizione la piattaforma di ride-hailing. Per Londra lo stesso schema è atteso, ma le due aziende non hanno ancora comunicato chi si occuperà della proprietà e della gestione dei veicoli sul territorio britannico.

La partnership tra Uber e Pony.ai risale al maggio 2025, nata con l’obiettivo iniziale di coprire il Medio Oriente. Da allora l’accordo si è esteso all’Europa, con un piano da oltre 2.000 robotaxi distribuiti in cinque città europee ancora in parte da nominare. Londra non è però l’unica scommessa di Uber nella capitale britannica sul fronte dei veicoli autonomi. L’azienda ha stretto accordi e investito nella startup britannica Wayve, che a febbraio 2026 ha chiuso un round da 1,2 miliardi di dollari con la partecipazione di Microsoft, Nvidia e Uber. Quel finanziamento potrebbe salire a 1,5 miliardi grazie a ulteriori 300 milioni di dollari da parte di Uber, condizionati al dispiegamento effettivo dei robotaxi Wayve a partire proprio da Londra.

La strategia multi-partner di Uber non è una novità. A Dubai, per esempio, l’azienda ha siglato accordi separati con Baidu e WeRide per servizi di robotaxi concorrenti sulla stessa piazza. L’approccio riflette una scelta deliberata: non puntare su un solo fornitore di tecnologia autonoma, ma costruire una rete di collaborazioni che copra mercati e regolamentazioni diverse. Uber prevede di offrire corse autonome in fino a 15 città nel mondo entro fine 2026, con una distribuzione quasi paritaria tra mercato americano e internazionale.

Pony.ai, dal canto suo, ha già attivo il servizio di robotaxi in quattro città cinesi e ha stretto accordi con autorità locali dei trasporti per espandersi in Europa e in Medio Oriente, incluso il Qatar. L’approdo a Londra, il mercato europeo del ride-hailing più grande per volume, segnala che la fase sperimentale in contesti più contenuti è considerata conclusa. La vera incognita rimane la velocità con cui le autorità locali — la London Assembly ha già chiesto a Transport for London di esercitare una supervisione sulle sperimentazioni di taxi senza conducente — daranno il via libera a un servizio commerciale aperto al pubblico.


Articoli simili

Ultime news


Uber e Pony.ai portano i robotaxi Gen-7 a Londra nelle prossime settimane

Uber e la cinese Pony.ai inizieranno a testare i robotaxi…

Uber e Pony.ai portano i robotaxi Gen-7 a Londra nelle prossime settimane
Microsoft annuncia Maia 300: il chip AI che punta a ridurre la dipendenza da Nvidia

Microsoft ha presentato il Maia 300, il suo acceleratore AI…

Microsoft annuncia Maia 300: il chip AI che punta a ridurre la dipendenza da Nvidia
OpenAI lancia Dots al DevDay 2026: agenti AI sempre attivi e privacy a rischio

Al DevDay 2026 del 29 settembre, OpenAI ha presentato Dots,…

OpenAI lancia Dots al DevDay 2026: agenti AI sempre attivi e privacy a rischio

Privacy policy| Cookie policy| Cookie setting| © 2026