OpenAI ha lanciato ChatGPT Health, una sezione dedicata alla salute all’interno di ChatGPT che consente agli utenti negli Stati Uniti di collegare le proprie cartelle cliniche, dati da app per il benessere e dispositivi indossabili. La mossa arriva mentre ogni settimana oltre 300 milioni di persone si rivolgono a ChatGPT per domande mediche, una cifra cresciuta rispetto ai 230 milioni registrati a gennaio 2026.
La funzione permette di connettere servizi come Apple Health, MyFitnessPal, Function Health, oltre a cartelle cliniche gestite da sistemi come Epic e Oracle Health, e provider come Kaiser Permanente o One Medical. Una volta collegati i dati, ChatGPT può aiutare a interpretare risultati di esami del sangue, confrontare un nuovo referto con quelli precedenti, preparare domande per il medico di base o valutare le opzioni assicurative in base alle proprie abitudini di salute. Il chatbot può anche chiedere all’utente di confermare patologie in corso, farmaci assunti e storia familiare, per contestualizzare meglio le risposte.
Dietro lo sviluppo ci sono 260 medici provenienti da decine di specialità e 60 paesi, coinvolti in un lavoro durato due anni. I clinici hanno fornito feedback sugli output del modello oltre 600.000 volte, contribuendo a definire come ChatGPT Health comunica informazioni sanitarie, gestisce la sicurezza e incoraggia gli utenti a rivolgersi a un professionista. Il modello alla base è GPT-5.6 Sol, che secondo OpenAI migliora le capacità del chatbot nella gestione di contesti clinici e amministrativi rispetto alle versioni precedenti.
Sul fronte della privacy, OpenAI garantisce che le informazioni sanitarie non confluiscono nelle chat ordinarie e non vengono usate per addestrare i modelli. Le app collegate richiedono il consenso esplicito dell’utente e devono superare verifiche di sicurezza aggiuntive. I dati sanitari e le memorie relative alla salute possono essere visualizzati o cancellati in qualsiasi momento dalle impostazioni. Sono accorgimenti rilevanti, perché le preoccupazioni sul trattamento dei dati personali sensibili restano tra le critiche più frequenti mosse a questo tipo di strumenti.
Il limite dichiarato da OpenAI è preciso: ChatGPT Health non è destinato a diagnosi o trattamenti. La funzione, dice l’azienda, “supporta, non sostituisce” il rapporto con i clinici. Questo però non impedisce che molti utenti la usino esattamente per quello scopo. Un precedente di questo tipo è già agli atti: un utente ha citato in giudizio OpenAI sostenendo che il modello GPT-4o avesse sottovalutato i suoi sintomi respiratori. OpenAI punta a espandere la funzione in mercati come India, Brasile, Messico e Filippine, dove sistemi sanitari sotto pressione e accesso diseguale ai medici spingono sempre più persone verso l’IA generativa. Il rischio, in quei contesti, è che lo strumento sostituisca di fatto una visita medica che l’utente non può permettersi o raggiungere.
Intanto, tra i provider ospedalieri, l’adozione di ChatGPT for Healthcare è già avviata in strutture come AdventHealth, HCA Healthcare, Boston Children’s Hospital, Cedars-Sinai Medical Center e Stanford Medicine Children’s Health. Il 66% dei medici statunitensi usava già strumenti di IA nella pratica clinica nel 2024, quasi il doppio rispetto al 38% del 2023. ChatGPT Health si inserisce in questo contesto come prodotto consumer, con ambizioni più ampie di quelle dichiarate nel disclaimer.














